Terni. Neonato morto nel parcheggio: la madre indagata a piede libero

Non c’è stato alcun fermo. La donna è al momento indagata a piede libero. Si tratta della madre del bimbo trovato morto giovedì pomeriggio, dopo essere stato abbandonato, nel parcheggio di un supermercato Eurospin a Terni. Lo riferisce l’Ansa dopo averlo appreso dal suo legale, l’avvocato Alessio Pressi, che al momento non ha ricevuto alcun provvedimento restrittivo da parte della procura. La donna è quindi al momento libera. La madre rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. La ventisettenne italiana, che ha confessato, si è recata in obitorio per il riconoscimento del cadavere del figlio al termine dell’autopsia.

Era vivo, al momento della nascita e quando è stato abbandonato, il neonato trovato morto giovedì sera, dentro una busta della spesa. Questa la drammatica conferma dall’autopsia eseguita dal professor Mauro Bacci. A raccontare che il bimbo era vivo quando è stato abbandonato, era stata durante l’interrogatorio davanti agli inquirenti, la madre, ora denunciata a piede libero. Incensurata di 27 anni, in condizioni di disagio economico, la donna ha confessato di avere lasciato il bambino. Rischia 12 anni.

Al termine dell’esame autoptico, la donna ha effettuato il riconoscimento del cadavere del piccolo. Già madre di una bambina di due anni, non è in stato di fermo, ma “è indagata a piede libero per infanticidio e resta a disposizione del’Autorità giudiziaria”, spiega il legale Alessio Pressi. La mamma è stata interrogata a lungo in questura dalla pm Barbara Mazzullo, titolare del caso. Stando a quanto raccontato dalla giovane, alla base del gesto ci sarebbero difficoltà economiche. La giovane ha raccontato di aver nascosto la gravidanza al compagno e ai familiari, per poi partorire nel bagno di casa tagliando il cordone ombelicale nel bidet. Avrebbe poi avvolto il neonato in un asciugamano e lo avrebbe messo con tutta la placenta in una busta, poi abbandonata nel parcheggio del supermercato dove è stato ritrovato giovedì sera. A dare l’allarme è stata una donna, che ha intravisto il sacchetto ed è corsa ad avvertire le commesse del supermercato.

Il bambino sarebbe morto in seguito ad asfissia, forse per la borsa della spesa chiusa troppo stretta. “La mia assistita – spiega il legale – ha detto di essere uscita di casa con il compagno, di aver messo la busta con il piccolo ancora vivo nel bagagliaio, di aver detto all’uomo di entrare nel negozio, poi lei ha lasciato il piccolo nella busta aperta nell’aiuola adiacente al parcheggio. Ha spiegato più volte che sperava qualcuno lo trovasse vivo”. La madre del piccolo, di corporatura robusta, non sembra essere abbastanza in sovrappeso da aver potuto nascondere una pancia di nove mesi. Apparsa confusa e a tratti assente, avrebbe dichiarato di avere sempre avuto il ciclo mestruale e di non aver mai fatto un controllo medico.

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