Ottopunti, presentato a Melfi il docu-film su G8 Genova

“Ottopunti”, il film documentario di Danilo Monte sui tragici fatti che caratterizzarono il G8 di Genova del 2001, ha riscosso il consenso della platea, numerosa e attenta, che ha affollato l’auditorium del Centro culturale Nitti di Melfi sede dell’incontro organizzato dall’Associazione “Francesco Saverio Nitti” e dalla Fondazione Basilicata Futuro. Identica accoglienza era stata riservata al film e ai suoi protagonisti al termine della proiezione dedicata agli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Gasparrini” di Melfi, diretto dal prof. Michele Masciale, che hanno animato il successivo dibattito rivolgendo domande, mature e pertinenti, al regista Danilo Monte, al protagonista della vicenda Timothy Ormezzano, che a Genova fu ingiustamente picchiato e incarcerato, e a Laura D’Amore che ha curato per “Don Chisciotte” la produzione del docufilm.

Interessante, per i contenuti affrontati e gli impegni presi, anche il dibattito post proiezione davanti alla società civile, moderato dal giornalista Mimmo Sammartino, e arricchito dalla significativa presenza del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico. Quest’ultimo ha sottolineato come “la trasparenza, la legalità delle azioni siano alla base di un confronto tra le idee che non è pensabile, invece, se una parte non è disposta a riconoscere la legittimità delle idee dell’altra. Chi rappresenta lo Stato deve coltivare una idea umana di potere pubblico. Per fare questo è necessario deideologizzare il disprezzo delle contrapposizioni, per le quali in Italia se stai con la Polizia sei di destra e se stai con chi la combatte sei di sinistra. Questo fa parte di un Paese immaturo ed è, dunque, nostro compito- prosegue Bubbico- continuare a smascherare queste ipocrisie e costruire un’idea di Stato e di potere legale, trasparente, dalla parte dei diritti e dei cittadini che in esso devono riconoscere un ordine di valori e di regole legittimi”. Il vice ministro dell’Interno esprimendo, poi, il suo apprezzamento per “la cura e la maturità del film che racconta un momento che fa parte della storia d’Italia e dove molte cose furono sbagliate”, si è impegnato “a tentare di portare il documentario al Viminale”.

Il regista Danilo Monte ha ricordato come “nell’ultima sequenza di ‘Ottopunti’, Haidi Giuliani suggerisce che l’energia persa in quei drammatici giorni del G8 del 2001 è da ritrovare nei giovani di oggi, proprio quelli che abbiamo incontrato all’Istituto “Gasparrini”. Oltre ad averli messi di fronte a una pagina controversa della storia contemporanea del nostro Paese, l’auspicio è di aver suscitato in loro la voglia di prendere coscienza del mondo che ci circonda e di provare a cambiarlo. Sono, inoltre, contento di avere avuto la possibilità di esternare la sensazione sofferta di essere stato tradito dal mio Paese di fronte a una alta carica dello Stato come il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico”.

Laura D’Amore, produttrice Don Quixote, ha ringraziato “vivamente Gianluca Tartaglia dell’Associazione Francesco Saverio Nitti e Giovanni Casaletto della Fondazione Basilicata Futuro per il coraggio che hanno avuto nel voler affrontare una tematica controversa come il G8 di Genova del 2001. Mi auguro ora che il vice ministro dell’Interno mantenga aperto il dialogo attivato a Melfi, per provare a ricucire quel rapporto tra i cittadini e le istituzioni che, particolarmente in quei giorni a Genova, è stato messo gravemente in crisi”.

Per Timothy Ormezzano, infine, “ Ottopunti, con la sua proiezione a Melfi, ha fatto un importante passo avanti, un salto di qualità. E’ stato molto interessante e per noi inedito il confronto con gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore Gasparrini, con il pubblico del Centro culturale Nitti e soprattutto con il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico, che ha annunciato di volersi adoperare per portare il docufilm al Viminale. Quattordici anni dopo si può ancora parlare di Genova, un nodo irrisolto per lo Stato e per un’intera generazione. La speranza è che certe storie, anche piccole come la mia, non si ripetano più”.

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