I portuali gioiesi attendono esiti da Roma davanti ai cancelli dell’area portuale

Un centinaio di lavoratori del porto di Gioia Tauro (RC) stanno partecipando ad un sit-in davanti al gate doganale del porto promosso dal Sul, il Sindacato unitario dei Lavoratori a cui aderisce il Coordinamento dei Portuali di Gioia Tauro, in vista che è in corso, come riferito in cronaca, al Ministero delle Infrastrutture, a Roma, presieduto dal ministro Altero Matteoli che dovrà definire la crisi del porto di Gioia Tauro. Dopo l’annuncio dell’abbandono di Maersk, la più grande linea di navigazione del mondo, che ha trasferito i suoi volumi di traffico che prima venivano sbarcati nello scalo calabrese nei porti di Malta e di Genova, la Medcenter, la società che gestisce il terminal gioiese, ha annunciato 467 esuberi. La crisi era stata affrontata in una riunione al Ministero lo scorso 22 giugno e tutto era stato rinviato ad oggi. Al tavolo romano si capirà se verranno attivati i meccanismi degli ammortizzatori sociali con la collocazione degli esuberi in cassa integrazione e se la Msc, oggi unico cliente di Medcenter, sarà disponibile ad aumentare i volumi. Particolare, quest’ultimo che è legato alla presenza di Maersk nell’assetto societario di Mct. Su questo punto Matteoli, dovrà chiarire le intenzioni di Msc, avendo, lo scorso 22 giugno annunciato di voler sentire direttamente il patron di Msc Gianluigi Aponte. L’inizio dell’incontro romano è previsto per mezzogiorno.
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