Ufficiale: il Governo Meloni cancella il reddito di cittadinanza

Giorgia Meloni

Prima il disco verde del Senato al decreto Lavoro della scorsa settimana, ora l’approvazione anche dall’Aula di Montecitorio che già martedì aveva votato la fiducia al governo. Il testo diventa legge con 154 voti a favore, 82 contrari e 13 astenuti. Tra le novità introdotte dal decreto Lavoro, la riforma del reddito di cittadinanza, il taglio del cuneo fiscale a partire da luglio e nuove regole per i contratti a termine. Via libera anche all’innalzamento del tetto di esenzione e a maggiori risorse per i fringe benefits. Prorogato lo dello smart working.

Buone notizie per i lavoratori. Buste paga più consistenti dal primo luglio per i lavoratori dipendenti pubblici e privati. Il testo licenziato dalle Camere prevede un’ulteriore sforbiciata al cuneo fiscale, rispetto alla Legge di Bilancio, sotto forma di esonero contributivo: dal 3% al 7% per i redditi annui fino a 25 mila euro e dal 2% al 6% per i redditi fino a 35 mila euro. La riduzione sarà in vigore solo fino al 31 dicembre 2023. Dopo questa data, il Governo, che la ritiene una priorità, si impegnerà nella ricerca delle risorse necessarie a prorogarla o a renderla strutturale.

Cancellata dal Governo Meloni una delle misure assistenzialiste volute dai grillini che ha gravato pesantemente sul bilancio dello Stato e inoltre ha arrecato anomalie nel mondo del lavoro. Dall’1 gennaio 2024 arriva l’Assegno di inclusione per le famiglie con almeno un disabile, o un minore, o un over 60. Tra le novità introdotte c’è l’estensione dell’assegno alle persone in cura presso i servizi socio-sanitari. Cambiano, rispetto alla formulazione originaria del decreto, le regole per le offerte di lavoro “congrue”. Infatti i beneficiari dell’assegno di inclusione con figli under 14 saranno tenuti ad accettare un’offerta a tempo indeterminato solo se entro gli 80 km oppure raggiungibile in due ore con i mezzi di trasporto pubblico. Nel caso di offerta a tempo determinato, compreso il lavoro somministrato, devono essere presenti entrambi i requisiti. Con la nuova misura si restringe la platea dei destinatari. A tirare le somme è l’Ufficio parlamentare di bilancio che spiega come dei quasi 1,2 milioni di nuclei familiari beneficiari del reddito di cittadinanza all’incirca 400.000, il 33,6%, saranno esclusi dall’Assegno di inclusione perché al loro interno non sono presenti soggetti tutelati.

Spariscono le causali per proroghe e rinnovi dei contratti a termine fino a 12 mesi. Oltre i 12 mesi entrano in gioco le nuove casuali che sostituiscono, in direzione di una maggiore flessibilità, quelle del Decreto Dignità, e sono: esigenze specifiche previste dai contratti collettivi nazionali; particolari esigenze di ordine tecnico, produttivo e organizzativo non previste dai contratti nazionali e individuate dalle parti; sostituzione di altri lavoratori.

Sale la soglia esentasse per i “compensi in natura” concessi dal datore di lavoro, come buoni pasto e bonus bollette, dagli attuali 258 euro a 3 mila euro, ma solo per i dipendenti con figli a carico. I fringe benefit saranno esentati oltre che dalle tasse anche dagli oneri contributivi. Il Parlamento ha inoltre stanziato maggiori coperture rispetto a quelle previste inizialmente: da 142 milioni a 332,2 milioni per il 2023 e 12,4 milioni per il 2024.

Prorogato lo smart working Il lavoro agile, che termina il 30 giugno, viene prorogato nel privato fino al 31 dicembre per i lavoratori fragili e i genitori con figli under 14, mentre nella P.A fino al 30 settembre solo per i lavoratori fragili.

Tra le altre misure contenute nel testo un bonus per i lavoratori del turismo pari al 15% delle retribuzioni lorde per il lavoro notturno e straordinario. Ma anche la possibilità di acquistare dal tabaccaio il “libretto famiglia”, per pagare prestazioni di lavoro occasionale come lavori domestici, baby sitter o ripetizioni. Previste anche misure per le donne vittime di violenza che potranno costituire un nucleo familiare indipendente da quello del marito anche ai fini Isee per l’accesso all’assegno di inclusione. Inoltre potranno avvalersi di percorsi di inclusione personalizzati. Vengono poi stanziati 20 milioni per il prepensionamento dei giornalisti.