EGOInternational: buone chance per l’export delle mele italiane

151

Il mercato delle mele italiane fa registrare un aumento delle vendite all’estero verso i paesi d’oltreoceano, riuscendo così a compensare il lieve rallentamento dell’export destinato ai paesi europei.

È quanto emerge dall’ultima recensione di Assomela, l’Associazione dei produttori di mele italiani, che ha raccolto i dati sull’andamento del settore relativi all’ultimo mese e fatto il punto sulle principali dinamiche di esportazione per i mercati comunitari e per quelli extra-UE. Le opinioni contenute nella recensione restituiscono un quadro analogo a quello del mese precedente, in cui si evidenzia la stabilizzazione delle vendite per tutte le qualità produttive della mela italiana. In particolare, il mercato registra una ripresa sostenuta dalle richieste provenienti dalla GDO, che aprono la strada ad un consolidamento nel secondo semestre di quest’anno.

Il ruolo centrale svolto dalle aziende produttrici, all’interno del più ampio settore ortofrutticolo nazionale, trova conferma nelle recensioni degli esperti. Sono un esempio i commenti diffusi all’interno del sito di EGO International, nota azienda di consulenza per l’export: le opinioni riportate nel blog della compagnia riconoscono infatti il valore aggiunto di questa tipologia di prodotto ortofrutticolo, che permette di intercettare le richieste provenienti dal mercato interno e da quelli internazionali. I dati sembrano inoltre confermare le opinioni di EGOInternational sulle prospettive di crescita del settore, che potrà trarre vantaggio dai nuovi accordi diplomatici e dall’abbandono delle politiche protezionistiche attualmente in vigore in alcuni paesi esteri.

La recensione sottolinea le buone performance delle vendite destinate al Medio Oriente, dove l’Arabia Saudita svolge un ruolo centrale e nel Centro e Sud America, in cui si evidenzia l’importanza del mercato brasiliano. In questo scenario positivo si inseriscono tuttavia le incognite sullo sviluppo delle vendite in Egitto, che risente della confusione attualmente in atto sulle corrette procedure da adottare per l’export di mele.

Le performance ottenute dai produttori locali sono il risultato della valorizzazione della dieta mediterranea nel mondo da parte delle pmi italiane, che sono riuscite a farne apprezzare la qualità del Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo. A questo si aggiunge l’adozione di nuove strategie per lo sviluppo commerciale estero, che hanno saputo sfruttare i canali digitali per migliorare le relazioni e intavolare trattative commerciali con i buyer internazionali. Ne è convinta EGO International, che considera le esportazioni dei prodotti del territorio come uno dei volani di crescita per l’intero settore agroalimentare del Bel Paese.

Le opinioni diffuse nella recensione, inoltre, fanno chiarezza sulla questione dei fitosanitari, i prodotti utilizzati per proteggere e conservare i vegetali: in seguito alla proposta di un Regolamento sull’uso sostenibile dei fitosanitari, il Consiglio Europeo ha infatti chiesto alla Commissione di valutarne l’impatto sul comparto agricolo europeo. Un segnale che sottolinea la scarsa efficacia dell’attuale proposta di regolamento, che potrebbe agevolare le importazioni dai paesi esteri in cui sono presenti normative meno stringenti.

Le opinioni degli esperti si soffermano inoltre sugli stocks totali di mele da tavola, in cui si segnala la giacenza della varietà Golden Delicious, pari a 382.872 tonnellate, con un valore inferiore del 33% rispetto alla media precedente e delle mele Gala, pari a 93.000 tonnellate, il 22% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le esportazioni delle aziende del settore, ribadisce EGO International, possono essere incentivate dall’introduzione di nuove modalità di vendita, che prevedano l’utilizzo di servizi in outsourcing: questo permette ai board aziendali di avere a disposizione analisi di mercato dettagliate, attività promozionali ad hoc e un canale diretto con cui intercettare le esigenze dei committenti esteri. Un approccio all’export, aggiunge EGOInternational, tra i più diffusi nelle piccole e medie imprese italiane, poiché non richiede investimenti iniziali elevati e permette di beneficiare di tutti i vantaggi di un processo di internazionalizzazione strutturato.

Le analisi diffuse dall’Associazione devono infine essere lette alla luce delle recenti vicissitudini internazionali, a cui si attribuisce il rialzo del costo delle materie prime e dell’energia: gli attuali volumi di vendita sono stati raggiunti in un contesto straordinario e potranno quindi migliorare nel futuro con la stabilizzazione dello scenario politico internazionale.