Natale ieri e oggi

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Finita l’estate, si fa presto a dire Natale e a pensare, perché no, distese di neve. Negli ultimi anni, causa riscaldamento globale, ne stiamo vedendo sempre meno, per la gioia degli automobilisti e un po’ meno dei romantici sognatori. Anche, o forse soprattutto, i bambini pagano di questa triste assenza: la loro bellezza nel giocare e fare i pupazzi più variopinti non ha veramente prezzo.

La vacanza d’inverno

La cosiddetta settimana bianca forse è un’idea giù ormai superata da un pezzo, colpa dei risparmi che mancano e del lavoro che occupa sempre di più le nostre esistenze e, di conseguenza, toglie il tempo alle vacanze. Per chi ha la fortuna o sceglie di andare in montagna nel periodo invernale, e se è fortunato nel trovare la neve, con la famiglia al seguito, sa perfettamente che avrà di fronte giornate di puro gioco e divertimento con i bambini. Impossibile trattenerli davanti a quella vista, ed un gioco da loro prediletto è farsi lunghe discese con lo slittino. Per arrivare preparati a quel momento, in rete se ne trovano di vari modelli e prezzi su www.slittinodaneve.it, per la gioia dei più piccoli e non solo.

La magia del Natale con la neve

Una volta era la normalità, e capitava che iniziava a nevicare al Nord proprio la sera della Vigilia, in concomitanza con l’arrivo di Babbo Natale e un po’ come porta fortuna per i più grandi. La neve dona sempre magia e serenità nei giorni di festa, come se fosse un evento straordinario che ci viene regalato e di cui dobbiamo godere. Adesso che questo momento è sempre meno frequente, sembra ancora di più qualcosa di eccezionale, e chissà se riusciremo ad apprezzarlo ancora di più. Dovremmo ritornare tutti bambini in quel preciso istante e amare le cose più semplici, che sono quelle che alla fine ci rendono la vita speciale.

Il ricordo del Natale di un tempo

Le grandi tavolate insieme a zii, cugini e nonni, venti o trenta persone che una sera, e magari anche il giorno dopo, si riuniscono intorno all‘albero per mangiare, chiacchierare, fare il punto della situazione dell’anno appena trascorso. Con tutte le difficoltà che si avevano e che si erano passate, quella sera si azzerava tutto e si giocava insieme ai tanti giochi che sembravano nati per essere giocati, e belli, solo in quelle giornate di festa. Si faceva notte e mattina senza rendersene conto e i bambini alla mezzanotte scartavano i regali, magari arrivava Babbo Natale, qualcuno andava a messa, si apriva un altro panettone. C’era la gioia nella grande festa attesa, e preparata, durante tutto l’anno. Chi l’ha vissuta se la ricorda bene e la custodisce segretamente, guardando ciò che non è più.

Il Natale di oggi

Inutile rivangare il passato, oggi le famiglie non sono più quelle di allora. La società muta, e cambiano anche le abitudini e le persone stesse. I figli sono sempre meno, a causa di tutto ciò che ben sappiamo, e le famiglie stesse sono ridotte all’osso. A volte neanche conosciamo i nostri parenti meno stretti, ma siamo limitati a fratelli e zii, mentre una volta a Natale sedevano insieme a noi i famosi zii e cugini di secondo grado, che oggi chissà chi sono, forse un nome senza volto. Il lavoro poi spesso ci tiene lontano, dall’altra parte dell’Italia o del mondo, senza la possibilità di ritornare a casa, perché si hanno solo due giorni liberi, poi si torna al lavoro. O se sei vicino alla tua famiglia, magari hai turni assurdi e finisci di lavorare alle 22 della vigilia. Ecco anche perché non si sente più il Natale, perché non abbiamo più il tempo, purtroppo, per sentirlo.

Appena arriva il fresco d’autunno cerchiamo in tutti i modi di trovare quell’aria del Natale che ci riporta bambini, purtroppo a volte senza riuscirci. Ci sono le luci delle città, dei negozi pieni di regali da poter e volersi fare, ma ci manca ancora qualcosa: la magia più pura.