Per Contrastare la Diffusione della Processionaria!

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Prevenzione e lotta mirata (favorire la presenza degli antagonisti naturali). Su tutto il territorio nazionale vige la così detta lotta obbligatoria anche da parte dei privati.

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La Processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa) è un insetto  defogliatore  che causa, nella sua fase larvale, problemi al patrimonio arboreo ma ancor più è causa di problemi anche gravi di ordine sanitario per l’uomo e per gli animali che dovessero venire a contatto con i peli urticanti di cui il loro corpo è ricoperto. Nella fase invernale la processionaria si manifesta con dei bozzoli sericei bianchi, detti impropriamente nidi, all’apice di rami ben esposti di pini e cedri. E’ presente anche nei giardini pubblici dei centri abitati e nelle aree verdi attigue a plessi  scolastici.

La processionaria viene contrastata dal personale tecnico a ciò incaricato dagli Organismi che hanno diretta competenza d’intervento sulla specifica materia. Contro possibili rischi di contatto con le persone occorre attenzione e molta prevenzione.

La rimozione e distruzione dei nidi nelle aree infestate deve essere fatta con professionalità, attenzione massima, e mezzi adeguati nel periodo invernale, quando le larve non hanno ancora sviluppato i peli urticanti e prima della loro discesa con la spettacolare “processione” che è valsa loro il nome.

Processionaria: cos’è, chi chiamare, che danni crea, come intervenire per limitarli, la legge. La P. è un insetto lepidottero della famiglia dei taumatopeidi.

Recente azione dimostrativa condotta dalla Regione Calabria. Raccolta e custodia nidi, prima della distruzione.

E’ un parassita insidioso soprattutto per pini (Pinus nigra e Pinus silvestris) e querce a foglia caduca (Quercus robur e Quercus peduncolata) anche se può, occasionalmente, colpire anche i larici, i cedri, i noccioli, i castagni, i faggi, i carpini e le betulle; le piante predilette dall’insetto sono, in ogni caso, giovani (2-5 anni). L’adulto della processionaria è una farfalla con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con striature brune. La femmina è, in genere, poco più grande del maschio.

La loro vita è molto breve, di solito non dura più di uno/due giorni. L’insetto, una volta raggiunta la fase di maturità, fuoriesce dal terreno, di solito durante il mese di luglio. Le femmine sono le prime ad arrampicarsi sulle piante ad alto fusto, dove poi vengono fecondate dal maschio. A questo punto, il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova.

Adulto di Processionaria allo Stadio di Farfalla. 

Il nome di processionaria deriva proprio dall’abitudine di questi bruchi di spostarsi sempre in fila indiana, formando una vera e propria processione: si compattano solamente quando raggiungono il loro nido, dove andranno a rideporre le uova. Anche da adulte, se si sentono minacciate, possono emettere un liquido giallino assai irritante. Le larve fuoriescono dai nidi in primavera, a marzo, ma nelle zone più calde le possiamo vedere uscire anche d’inverno.

Tendenzialmente le larve sono attive di notte, ma in primavera, quando sono più affamate, si portano a terra e si interrano. A luglio-agosto compaiono gli adulti, le femmine depongono le uova e le larvette nascono ad agosto-settembre e cominciano subito a nutrirsi, con base trofica i pini, danneggiandoli, a volte, vistosamente.

La Processionaria, oltre a defogliare le piante, può costituire un pericolo maggiore per l’uomo e gli animali d’affezione.

 I peli urticanti dell’insetto allo stato larvale sono velenosi, e in alcuni casi, fortunatamente limitati, possono provocare una grave reazione allergica. Sono di seguito trattati i principali effetti che possono seguire lo spiacevole incontro con una processionaria.(Unicamente ‘Consigli Utili’, da intendere non come base scientifica).

Altopiano Silano (Calabria) …non solo Processionaria. Esemplari di Orchidea endogena: uno spettacolo di colori e natura.

 Effetti sull’ Uomo.

I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), questi peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche).

Mai pensare al… Fai da Te!  Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza). La consultazione immediata dei Sanitari è fondamentale.

In caso di contatto con la pelle. Apparizione in seguito al contatto di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo sì sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli. In caso di contatto con gli occhi. Rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità. In caso di inalazione.I peli urticanti irritano le vie respiratorie. Tale irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento delle vie respiratorie come si verifica per l’asma).

In caso di ingestione. Infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale. Cure: come comportarsi? Chi dovesse presentare, oltre a sintomi localizzati, problemi generalizzati, quali per esempio malessere o vomito, dovrà essere portato in un ospedale.

Formica Rossa ( Formica Rufa) – Ordine Imenotteri – tra i nemici naturali più attivi a catturare insetti di Processionaria.

In caso di dermatite. Lavare ogni vestito, maneggiandolo con i guanti, e scegliere la temperatura più alta possibile per il lavaggio. Lavare la pelle abbondantemente con acqua e sapone. Eventualmente è possibile far uso di strisce adesive per staccare i peli urticanti dalla pelle, come per una ceretta. Spazzolare energicamente i capelli se necessario. Consultare un medico in caso di eruzione cutanea grave.

In caso di congiuntivite. Gli occhi devono essere risciacquati abbondantemente per eliminare eventuali peli urticanti. Effettuare da un oculista un esame per verificare che non permangano residui di peli urticanti.

I peli profondamente integrati nel tessuto oculare dovranno essere rimossi chirurgicamente. In caso di dispnea. La valutazione dei sintomi respiratori va effettuata da un medico. Questo dispone un trattamento appropriato ai sintomi. Il trattamento può includere antistaminici, corticosteroidi e aerosol.

Effetti sugli animali. La processionaria risulta molto pericolosa, in particolare, nei confronti di cavalli e cani, i quali, brucando l’erba o annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell’insetto. I sintomi che manifestano in questa spiacevole evenienza  non sono affatto da sottovalutare. Ricordarsi che l’accesso alla  consulenza – assistenza di un Veterinario, spesso, si rende operazione salvifica. Mai come in questo caso, prevenire è meglio che curare: quindi occhio quando siete in passeggiata, soprattutto se passate sotto a dei pini. Per le processionarie  è l’ambiente prediletto.

La Cinciallegra ( Parus major) – Ordine Passeriformi – è un instancabile ed abile predatore naturale degli insetti di Processionaria.

 La Legge ci Tutela!

La Lotta contro la Processionaria prevede diversi sistemi d’Intervento. E’ obbligatoria in Italia dal 1998,sancita con Decreto Ministeriale 17-04-1998.

Se avvistate un nido o le larve dovete chiamare il Comune di riferimento, se lo spazio è pubblico; se invece è in una proprietà privata  avvertire il proprietario, in caso si rifiutasse i carabinieri. C’è una legge in virtù della quale sussiste un obbligo di bonifica e disinfestazione. Di solito si usano prodotti appositi che vengono irrorati sulle larve, non sui nidi.  Le larve morte vanno eliminate bruciandole, perché anche morte sono urticanti. L’operazione va eseguita sottovento ed occorre  proteggere tutte le parti esposte del corpo, ivi incluse bocca e occhi.

Metodi alternativi. Sono la lotta meccanica con uso di colla per insetti sugli alberi, uso di ferormoni per la cattura e lotta biologica con prodotti a base di Bacillus  thuringiensis, ssp. kurstaki e di trappole a base di ferormoni per catturare i maschi prima che fecondino la femmina.

Ma c’è anche  il fronte dei nemici naturali.

Quanto ai predatori naturali, con la Formica rufa è  tra i nemici più efficaci. E una specie protetta che contribuisce al controllo dei parassiti delle piante, tant’è che negli anni ‘70 fu introdotta nei rimboschimenti di pini e abeti per evitare le aggressioni infestanti della Processionaria.

Va ricordato, altresì, che gli uccelli, di solito, non mangiano le larve di processionaria a causa dei loro peli urticanti e del cattivo gusto. Fanno però eccezione:  il cuculo, la capinera, la cinciallegra e l’upupa. Anche il pipistrello è un buon cacciatore di questi lepidotteri.

Da Casali del Manco (CS), lì 20.04.2022