La Corte federale dell’Australia ha espulso Djokovic revocandogli il visto: non giocherà gli Australian Open

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È finita male per Novak Djokovic. Il tennista serbo ha perso il suo ricorso contro la decisione dell’Australia di cancellargli il visto. Pertanto sarà dunque espulso dal Paese. Il numero 1 del tennis mondiale non potrà difendere il suo titolo all’Australian Open, il primo dei tornei dello Slam della stagione 2022, e andare alla caccia del suo 21° Slam in carriera, che gli farebbe superare Rafa Nadal e Roger Federer.

La sentenza è arrivata domenica 16 gennaio, dalla Corte federale australiana, chiamata ad esprimersi sull’appello del tennista serbo contro il ritiro del visto e riunitasi nella notte italiana fra sabato 15 e domenica 16 gennaio. Una sentenza di espulsione, di norma, porta con sé un divieto di ingresso nel Paese per tre anni. Questo sarebbe un enorme ostacolo sul sogno di Djokovic di conquistare il Grande Slam ovvero di vincere cioè in un anno solare tutti e 4 i trofei principali del tennis mondiale.

Il numero uno del mondo, a caccia del suo 21° Slam in carriera, si è sempre difeso sostenendo di aver contratto il virus lo scorso dicembre (per la seconda volta da inizio pandemia) e di essere quindi esentato dall’obbligo di vaccino. Fattore accettabile per gli organizzatori dell’Open (è stato inserito nel tabellone del torneo come testa di serie numero 1) ma non per le autorità sanitarie australiane.

In linea teorica anche questa decisione potrebbe essere impugnata presso l’Alta Corte australiana, ma non vi è alcuna possibilità che il caso venga preso in esame prima di domani, momento in cui Djokovic dovrebbe esordire nello Slam di Melbourne. Per cui sembra finita. Gli Australian Open inizieranno senza di lui. Entrerà in tabellone un italiano, Salvatore Caruso. Il russo Rublev salirà come testa di serie.