Obesità e Covid: si indaga su un possibile legame tra queste due malattie

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In Italia sono ben sei milioni le persone che soffrono di obesità e ora The Lancet, la rivista scientifica inglese, ha aperto un’indagine sulla comunità per capire se questa malattia, che può portare anche ad alti rischi cardiovascolari, ha dei possibili legami con il Covid. Il presidente della Società italiana di chirurgia dell’obesità si è detto pronto a lanciare una petizione per includere la terapia dell’obesità nei livelli essenziali di assistenza.


Il possibile legame tra Covid e obesità


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha condotto degli studi riguardo il possibile collegamento tra la malattia da Covid-19 e l’obesità, dopo che molti medici e scienziati di tutto il mondo hanno messo in luce l’esistenza di un probabile legame. Il sovrappeso derivante da una condizione di forte obesità aumenta il rischio di contrarre molte malattie, dai problemi a livello cardiovascolare al diabete fino ad arrivare ai disturbi osteoarticolari. Come riconoscere l’obesità? Per sapere chi rischia il sovrappeso, bisogna come prima cosa effettuare il calcolo del grasso corporeo che si basa sull’analisi di svariati fattori. Occorre poi consultare uno specialista e affidarsi a lui per la messa a punta di una terapia idonea. Calcolare la percentuale indicativa di massa grassa è fondamentale per sapere quanti chili perdere per raggiungere il peso forma e avere così un buono stato di salute. Il Covid di per sé porta sintomi che sono correlati alla persona che soffre di obesità, visto che sono già predisposti alle complicazioni delle infezioni virali. Ma non solo, le due malattie hanno in comune anche gravi infezioni del sistema immunitario in grado di intaccare il regolare funzionamento del metabolismo e delle vie respiratorie.


A rischio soprattutto i più giovani

Tra i tanti studi del Centro Biomedicale di Oxford è emerso che sono in aumento i soggetti più giovani che soffrono di obesità. Questa malattia, che negli ultimi venti anni ha riguardato ben 340 milioni di ragazzi dai 5 ai 19 anni, porta disturbi anche meno gravi, ma comunque rischiosi come disfunzioni respiratorie e predisposizioni alle infiammazioni e alle infezioni. Per questo motivo i giovani sovrappeso di età inferiore ai 40 anni corrono un rischio maggiore in riferimento al Covid, visto che appaiono più sensibili e fragili con spesso il bisogno di ricorrere addirittura al ricovero in terapia intensiva. Perciò, anche se si è visto che i più giovani in salute sono i meno colpiti dal Covid (per quanto le varianti in circolazione sembrano aver capovolto la situazione), con una malattia come l’obesità e il sovrappeso si hanno maggiori possibilità di contrarlo in forma aggravata. Ma soprattutto sui giovani si può intervenire in tempo per abbassare l’indice di massa grassa corporea ad un numero pari a 23, un indice che permette di limitare il rischio. Al contrario, scendere troppo sotto il 23 è sbagliato, perché si può diventare sottopeso, una condizione pure non priva di rischi.

L’ideale è riuscire a mantenere il proprio peso forma e condurre una vita il più possibile sana così da allontanare il rischio di contrarre malattie come il Covid in forma grave.