Amplesso con le parole

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“Che strana cosa sono il piacere e il dolore; sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario e che tutti e due non vogliano mai trovarsi nella stessa persona” Socrate All’Amico Pablo Maximo, come me saltimbanco e funambolo, picaro e mendico in un mondo che poco ama! Sai cosa c’è? C’è che noi camminiamo e lasciamo impronte, che mai nessuna marea potrà cancellare. Noi? I poeti o i picari della vita, coloro che vivono due vite parallele e diverse, che hanno poco da condividere se non i lunghi silenzi, i viaggi in altri – altrove-, le solitudini. Chi mai riuscirebbe a stare con noi? Siamo anime destinate a cercare le stesse anime, dannate dal continuo desiderio di amare e per poterlo fare usano le parole. Parole autunnali, aurorali, parole di mare e spazio, scritte con gli inchiostri rossi per indicare la passione, la sessualità; blu per indicare il cielo, i l mare e le sue profondità! “ C’è qualcosa nell’aria. Qualcosa che penetra il respiro e sospende il pensiero. Il prato si veste dei tuoi colori. Io bacio tutto l’invisibile che c’è in te. “( Pablo Maximo) Ecco questo siamo noi: invisibili! Invisibili come l’amore vuole che sia. E ci sono le domande alle quali qualche volta riusciamo a dare una risposta, ma il più delle volte sono delle onde così alte che travolgono e trascinano in certi orizzonti opachi, o nei fondali degli oceani che ci portiamo segretamente dentro. Non è dolore, non è dispiacere, è soltanto un – Ti amo – quel ti amo che non riusciamo a pronunciare, e lo scriviamo alla donna che più amiamo; quella donna che sa diventare sabbia, o semplicemente alba. Quella donna che rimane lì ad attendere perché sa che la – sua – onda arriva all’improvviso come un’alba col sole già lì a scaldare, più che delle parole, più dell’umano, perché è un tratto d’amore, un’invisibile palpabile poesia scritta a quattro mani, cielo-mare-sabbia-aria ! Ci riconoscerai sempre perché ci vedrai ad ogni incrocio, ad ogni angolo di via, in attesa di un si! Ci riconoscerai dagli occhi stanchi e dai capelli che conoscono il vento di altre vite già vissute, già amate, già avvenute. Eppure siamo sempre lì dinanzi a quel dannato riquadro bianco, con un stilografica sospesa a mezzo cielo in attesa di un passaggio, e pian piano si compie il miracolo del primo verso fino alla fine come un viaggio verso un ignoto su un treno che non si ferma mai, se non all’ultima stazione di un infinito in fondo a un rigo ove cade il punto. E ogni volta, tutte le volte è un amplesso che si compie, verginale nel pensiero, nel velo di strallo di un’idea! Questo siamo noi, la brutta razza dei sogni. I saltimbanchi della vita, funamboli e sognatori innamorati di un solo grande sogno: l’amore per la poesia che non è astrattezza o confuse parole messe assieme, non è l’orrenda rima baciata è solamente purezza, è solamente un – ti amo – sussurrato in punta di pennino o di matita. Ma è un ti amo! Un segno che rimane come un’impronta sulla sabbia che nessuna marea mai cancellerà: questo siamo noi: impronta che vorrebbe il mare addosso ! Quel mare che solo una donna guardando ci scaraventa addosso: ed è annegare! Ci vorrebbe il mare, il mare suo, il mare che ogni volta m’incanta e mi strugge!