Gli italiani riscoprono latte e latticini: quali sono i benefici

Nelle famiglie italiane bere latte e mangiare i suoi derivati è stato sempre alla base della corretta alimentazione. Negli scorsi anni però si era assistito ad un calo nei consumi di yogurt, formaggi, ricotta. Infatti si erano fatte strada concezioni salutistiche estranee alle sane abitudini a tavola degli italiani. Oggi però piccoli e grandi hanno riscoperto l’importanza delle proteine del latte.

Il latte e i suoi derivati, infatti, contribuiscono a soddisfare il fabbisogno giornaliero di nutrienti fondamentali per la vita di ciascuno. Basta consumare la quantità giusta di latte e latticini preferendo quelli con maggiore valore nutritivo.

I nonni italiani sostengono che il latte è un alimento completo. Infatti è composto dai nutrienti necessari all’uomo per vivere, proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali. I nutrizionisti precisano che il latte è sicuramente l’alimento più vicino al concetto di completezza. Il latte non è “roba da bambini o da anziani”. E’ un alimento quasi insostituibile anche per donne e uomini adulti. Se non fosse così non avrebbe avuto l’evoluzione che nei secoli lo ha portato sino ai giorni nostri. Quando l’uomo cacciatore si trasforma in allevatore per procurarsi agevolmente la carne, dai primi piccoli greggi di capre e pecore impara a raccogliere il latte per un uso familiare. Poi, diventato stanziale e agricoltore, ha avuto l’esigenza di conservare la produzione di latte che eccedeva dal consumo quotidiano. I primi metodi di conservazione furono l’acidificazione. Erodoto riporta l’uso di bevande come “Kumis”, precursore del bulgaro Kefir dal quale deriva lo yogurt che si mangia ancora oggi.

Il formaggio fu u’evoluzione, prima fresco poi cagliato con il lattice di fico e posato in canestri di giunco da cui prese il primo nome giuncata. Il nome formaggio per alcuni deriva dal greco Formos (dare forma) o dal latino de caseus formatus, formato da formaggio. La storia del latte e dell’uomo sono inscindibili. L’uomo ha compreso quanto fossero fondamentali le proprietà del latte ed ha inventato differenti metodi per la conservazione del prezioso alimento trasformandolo in formaggio, yogurt, ricotta, burro.

Le caratteristiche nutritive e gastronomiche del latte sono divenute uno degli ingredienti più diffusi di molti alimenti dal consumo quotidiano. Si usa il latte per cioccolata, gelato, merendine, prodotti da forno e tante preparazioni casalinghe, artigianali e industriali. Il quotidiano la Repubblica nella sua edizione Salute si è occupata recentemente di come latte e latticini aiutano a combattere le malattie croniche, riprendendo quanto emerge da un numero speciale della rivista Advances in Nutrition dedicato al rapporto tra latte e derivati e salute.

Perché è importante il latte

Le linee guida della corretta alimentazione dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) raccomandano il consumo da 2 a 3 porzioni di latte o latticini al giorno. Ciò serve per un giusto apporto di nutrienti essenziali che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare e vanno pertanto assunti mediante gli alimenti. Nel latte i nutrienti sono biodisponibili. In pratica l’organismo li assimila bene e in quantità idonee per contribuire ai fabbisogni giornalieri di grandi e piccoli.

Le proteine, in particolare quelle ad alto valore biologico (chiamate nobili) sono composte da aminoacidi che svolgono funzioni decisive per la crescita e il rinnovamento delle cellule. Molto importante nel latte è la presenza anche delle vitamine. Ci sono quelle del gruppo B, soprattutto la B12, vitamine essenziali per le molte proprietà e benefici che apportano alla salute, per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Inoltre agiscono sulla formazione dei globuli rossi. La vitamina A agisce sull’acutezza visiva, l’accrescimento e altre molte funzioni ed è anche un potente antiossidante. Inoltre la D è una vitamina rara negli alimenti ma fondamentale per molte funzioni compresa la formazione delle ossa.

Nel latte ci sono minerali essenziali, non sintetizzabili dal corpo umano. Ci sono il calcio, fondamentale per l’ossificazione sia dei più piccoli sia degli adulti. Lo zinco, il selenio sono antiossidanti. Poi ci sono il fosforo, il potassio, il magnesio e molti altri.

Inoltre un importante apporto deriva dal lattosio, lo zucchero del latte. Esso dona energia. Alcune persone però sono intolleranti ma non devono necessariamente rinunciare ai nutrienti del latte. Infatti possono consumare latte e latticini delattosati o formaggi stagionati che non contengono il lattosio.

I grassi saturi sono presenti in maggioranza nel latte. Tuttavia oltre un terzo sono polinsaturi e monoinsaturi. Sono i grassi buoni che donano energia ma sono anche importanti per altre funzioni.

Il colesterolo è presente in latte e latticini ma per questo non possono essere discriminati. Secondo l’INRAN un bicchiere grande di latte intero, 200 ml, apporta 22 mg di colesterolo, un uovo, 60 g, ne contiene 220 mg, un petto di pollo da 120 g, contiene 72 mg di colesterolo. Per ridurre l’assunzione di colesterolo non bisogna infatti rinunciare a latte e derivati, ma seguire un’equilibrata e varia alimentazione rispettando le frequenze settimanali degli alimenti.

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