Elezioni in Basilicata: dopo il flop i grillini puntano a fare cadere il Governo

171

Gianluigi Paragone, visti gli esiti del voto in Basilicata, apre alla crisi di Governo. “Dobbiamo fare un tagliando e cambiare tutto. Se non siamo capaci, beh allora scansiamoci. Non vale la pena andare avanti così, con questo governo”. La sconfitta in Basilicata è andata oltre le peggiori previsioni e i grillini scalpitano per fare cadere il Governo con la Lega. A livello locale i grillini pagano anche il totale isolamento: una sola lista contro le tredici degli avversari, decine di candidati e parenti in grado di smuovere il voto di amicizia. Luigi Di Maio punta a ripartire. “Siamo troppo lenti, dobbiamo accelerare”. Il prossimo appuntamento, il Piemonte, arriverà insieme alle Europee. L’incubo del sorpasso del Pd è reale. Il 28 aprile si vota in 34 Comuni siciliani e i referenti locali chiedono spazio alle liste civiche. Il candidato di Gela Simone Morgana dà per scontata l’alleanza con le civiche. Sarà così anche a Bagheria, Mazara del Vallo, Monreale. E anche Giancarlo Cancelleri sembra sulla stessa linea nella sua Caltanissetta. Ma Paragone sottolinea come il problema è di “identità”. Le vicende giudiziarie romane segnano anche la fine della presunta superiorità morale grillina. Non convince la linea di Di Maio, che ha virato su un atteggiamento meno di battaglia. A Di Battista è stata addebitata la sconfitta dell’Abruzzo. E l’uomo immagine del Movimento si è messo da parte. Il risultato è un cambiamento d’immagine del Movimento, che diventa sempre più un partito come altri. Votare per i 5 Stelle era una rivoluzione, un voto contro i partiti, contro il sistema. Ora rischia di diventare una scelta come altre.