Kerch. Mosca sequestra tre navi della flotta di Kiev, assaltata ambasciata

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La Russia ha sequestrato tre navi della flotta navale ucraina al largo delle penisola della Crimea. Lo ha denunciato la Marina ucraina, che poco prima aveva accusato Mosca di aver fatto fuoco su navi ucraine nello stretto di Kerch, porta d’accesso al mare di Azov che separa la Crimea dalla Russia. Le navi russe “hanno aperto il fuoco su un gruppo di navi della marina ucraina” e “due marinai sono rimasti feriti”. L’Ucraina ha spiegato che si tratta di due piccole navi da guerra e un rimorchiatore che stavano attraversando lo stretto dirette verso il porto di Mariupol, città della repubblica filo-russa di Donetsk a lungo fronte caldo del conflitto tra Kiev e i separatisti vicini a Mosca. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha convocato una riunione d’emergenza con le più alte cariche militari dopo l’escalation di tensione. Lo ha reso noto il portavoce della presidenza, Svyatoslav Tsegolko. Mosca afferma che tre navi ucraine avevano attraversato senza autorizzazione acque russe, ma Kiev replica che Mosca era stata informata in anticipo del passaggio. L’Alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, ha chiesto a Mosca di ripristinare la libertà di circolazione nello stretto di Kerch, che separa il Mar Nero dal Mare d’Azov, e di allentare la tensione dopo le tensioni tra Marina russa e Marina ucraina. Lo ha riferito un portavoce in una nota. Intanto il Governo di Kiev ha deliberato di chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale. La richiesta scaturisce dopo l’incidente sullo stretto di Kerch che ha visto navi di Kiev attaccate dai russi. Proteste e scontri sono scoppiati durante la notte nella capitale ucraina. Centinaia di manifestanti si sono riuniti sotto l’ambasciata russa e hanno dato fuoco ad auto, fra cui un veicolo diplomatico.