L’unificazione delle due Coree è nei piani di Kim Jong-un

266

Un’unica grande Corea. E’ il sogno coltivato da tantissimi coreani. “Kim Jong-un è propenso a muoversi verso l’unificazione delle due Coree“. Lo ha dichiarato il presidente del Senato russo, Valentina Matviyenko, dopo aver incontrato a Pyongyang il leader nordcoreano. “Lui vuole la pace e per raggiungerla fa tutto il possibile e l’impossibile”, ha aggiunto. La riunificazione di due Paesi, il Nord e il Sud Corea, divide nell’opinione pubblica. Secondo uno studio di Beyond Parallel il 44,1% dei nordcoreani afferma che la motivazione principale per la quale una riunificazione sarebbe necessaria, riguarda l’etnia condivisa delle due popolazioni; il 29,4% crede che se i due Paesi si riunificassero si assisterebbe ad una crescita economica e il 14,7% afferma che l’importanza di un ricongiungimento tra le due Coree sta nel problema delle famiglie separate, risolvibile solo attraverso la riunificazione. Nel dicembre 2017, l’Istituto coreano per l’unificazione nazionale (KINU) dei sudcoreani ha concluso che solo una minima parte ritenevano che l’unificazione fosse ‘molto necessaria’. Da un lato le reazioni dei nordcoreani di fronte ad una possibilità di riunificazione, sembrano essere mediamente positive, dall’altro, nonostante su iniziativa di amministrazioni locali e comitati civici, in diverse località del Sud Corea sventola la bandiera dell’unificazione, la popolazione non sembra totalmente favorevole e nutre non poche riserve in merito alla questione. La percezione da parte dei sudcoreani della minaccia nucleare nordcoreana influisce sulla loro visione d’insieme della Corea del Nord e sull’unificazione. Secondo il report South Korean Youths’ Perceptions of North Korea and Unification’ di Asan Institute for Policy Studies, in Sud Corea i ventenni più che gli ultra sessantenni sono quelli che temono di più uno scoppio della guerra con il Nord corea. Tra il 2011 e il 2017 almeno il 55,5% dei sudcoreani ventenni ha rivelato questa percezione e ciò spiega il perché di tendenze più conservatrici riguardo alle questioni di sicurezza e all’apertura nei confronti del Nord. A differenza dei sudcoreani over 60, che condividono ancora un senso di identità nazionale con i nordcoreani, molti dei ventenni semplicemente vedono la Corea del Nord come un ‘nemico’ o un ‘estraneo’. Inoltre, diversi ventenni risultano essere indifferenti all’unificazione e non la considerano una questione urgente. Parte della popolazione sostiene che la Corea del Sud dovrebbe fornire assistenza economica alla Corea del Nord per fini umanitari. Altri si sono opposti fortemente, sostenendo che un aiuto economico avrebbe solamente spinto la Corea del Nord a sviluppare le sue capacità nucleari. Lo studio dell’ASAN mostra che la stragrande maggioranza dei sudcoreani negli ultimi 7 anni si è fortemente opposta al fornire aiuti economici al Nord Corea. Nel 2012 il 68,5% ha dichiarato che la Corea del Sud non dovrebbe fornire assistenza economica a meno che non vi fosse stato un significativo cambiamento dell’atteggiamento della Corea del Nord. Tale cifra è balzata al livello record del 78% nel 2017 e nello stesso anno, solo il 22% degli intervistati ha risposto che la Corea del Sud dovrebbe fornire assistenza economica a prescindere dalle relazioni intercoreane. Una riunificazione della Corea non solo avrebbe un costo di una certa consistenza ma, considerando la realtà economica del Nord Corea, questo peserebbe sulle spalle dei contribuenti sudcoreani. Quest’aspetto non fa altro che alimentare la percezione negativa che il Sud ha del Nord Corea e di una possibile riunificazione. Il compito del Governo è convincere le giovani generazioni che l’unificazione sarebbe vantaggiosa per entrambe le Coree con elementi a favore e una logica realistica, piuttosto che enfatizzare il nazionalismo.