Vibo Valentia. Commemorazione del professore Gaetano Luciano

Domani lunedì 20, a partire dalle ore 18.30, nella sede dell’associazione di volontariato “La goccia” ci sarà la commemorazione del prof. Gaetano Luciano, scomparso a novembre dello scorso anno. Politico, intellettuale e scrittore, è stato protagonista di importanti battaglie per il riscatto etico, culturale e sociale del territorio.

Scomparso il 20 novembre dello scorso anno, il prof. Gaetano Luciano con inizio alle ore 18,30, sarà commemorato nella sede della fattoria didattica “Junceum”. L’iniziativa è stata organizzata dalla Delegazione Vibonese di Italia Nostra, di cui Luciano era il suo presidente, insieme all’associazione di volontariato “La Goccia” e con la partecipazione dell’accademia musicale “Musikè”. La scelta del luogo non è causale. A luglio dello scorso anno, infatti nel corso della commemorazione della giovane violinista Greta Medini, risale l’ultima testimonianza pubblica di Luciano e nell’occasione aveva espresso il desiderio che la struttura potesse ospitare anche la sede della Delegazione Vibonese di Italia Nostra per lo spirito e la funzione sociale che realizza sia la fattoria “Junceum” che l’associazione “La Goccia”, dove si attua un progetto di recupero attraverso l’agricoltura sociale, grazie al lavoro portato avanti dal presidente Michele Napolitano e da tutti i fondatori e associati.

Ninì Luciano

Nel nome e nel ricordo di Luciano molti tra amici e le tante persone che lo hanno incontrato e apprezzato nei tanti anni di attività nei diversi campi, sia come docente nella scuola che uomo impegnato intellettualmente e politicamente, si ritroveranno per commemorare l’uomo e la figura insieme ai familiari, la moglie Anna e le due figlie Francesca e Vittoria con i rispettivi mariti Emanuele e Sergio, nel suggestivo sito dove ha sede l’associazione “La Goccia”. E’ prevista anche la partecipazione di diversi scrittori, studiosi, intellettuali e operatori culturali che hanno conosciuto e collaborato con il prof. Luciano, come Santo Gioffrè, Francesco Bevilacqua, il direttore del Sistema bibliotecario Vibonese Gilberto Floriani, lo storico e ex senatore Saverio Di Bella, Luciano Meligrana ed Eugenio Sorrentino, entrambi cultori e ricercatori di storia locale, il critico letterario Santino Salerno, il docente universitario (Università di Messina) Antonio Pugliese. A questi si uniranno le personalità che hanno ricevuto il “Testimonial Umberto Zanotti Bianco”, un riconoscimento istituito da dieci anni, voluto da Luciano per mettere in luce l’opera di tutela, di salvaguardia e di promozione nel campo dei beni culturali e sociale, tra cui mons. Giuseppe Fiorillo come fondatore e coordinatore di Libera Vibo, il prof. Giacinto Namia, presidente dell’associazione italiana di Cultura classica, Bruno Congiustì, direttore della rivista “La barcunata”, l’ex presidente della Camera di Commercio di Vibo Michele Lico, con il quale Luciano aveva stretto una importante collaborazione per alcuni progetti culturali e Nicola Galloro (politico che ha alle spalle una lunga esperienza come amministratore al Comune di Roma). Ad onorare, infine, la figura e l’impegno per tanti anni di Luciano in Italia Nostra il nuovo presidente regionale Angelo Malatacca, insieme ad altri rappresentanti dei presidi regionali che animano la grande associazione ispirata ai valori e all’opera del suo illustre fondatore, Umberto Zanotti Bianco. La commemorazione sarà inoltre contrassegnata da alcuni intermezzi musicali che saranno eseguiti da Andrea Ionadi (musicista) e Maria Teresa Ionadi (soprano).

Locandina Ninì Luciano

 

La scomparsa del prof. Luciano, per tutti “Ninì”, ha suscitato una grande eco di cordoglio in tutto il mondo intellettuale, politico e culturale del territorio, per il suo impegno sempre profuso con grande passione politica e responsabilità etica e civile, a partire dalla grande stagione del ’68, che lo ha visto protagonista come leader della sinistra extraparlamentare in Calabria a cavallo degli anni ’70 e successivamente eletto vicesegretario regionale del Partito socialista italiano. Esemplare il suo importante libro di testimonianza, “Le vie del vento o le rivoluzioni sognate. Cronache della Calabria 1978-1973”, pubblicato nel 2007, che racconta quel periodo entusiasmante, carico di aspirazioni e ambizioni, che ha infiammato le nuove generazioni di tutto il mondo, con i suoi tanti personaggi protagonisti che hanno operato nel Vibonese e in Calabria. Altro libro che ha raccontato un altro importante impegno sociale è quello sulle sorti del cementificio di Vibo Marina, dal titolo “Raccontare il lavoro”, in cui l’impegno politico si è declinato nella grande questione meridionale e nel destino di uno dei comparti che hanno per anni contrassegnato la grande sete di lavoro, ma anche la crisi del settore e come il capitalismo rapace, dopo aver depredato il territorio,ha lasciato solo macerie e scempi ambientali. L’ultima fatica letteraria è il pamphlet “La città degli accomodamenti” (2015), una denuncia del degrado culturale e politico di Vibo Valentia, osservata con gli occhi di un “historeo”, di un testimone oculare che si accorge dell’incuria dei beni civili, culturali e collettivi, e ne documenta la miopia della politica e della classe dirigente che non hanno saputo dare un futuro alla città, attenti solo agli “accomodamenti”, scanditi dall’indifferenza e da interessi meschini e scelte scellerate, con il sacrificio dei valori etici e della stessa dignità umana. Analisi spietata delle sorti di una città in declino, ma sorretta da una visione maturata lungo la sua importante esperienza, e che adesso ha il valore di un breve ma significativo testamento spirituale, che interroga non solo il passato ma anche le future generazioni, a partire dalla salvaguardia dei beni culturali; un documento che riassume l’impegno negli ultimi anni della sua vita, testimoniato in modo esemplare da queste parole: “Da dove ripartire? Dalla bellezza, ridando l’anima alla vecchia città” con l’assunto fondamentale e costitutivo che“estetica ed etica sono gli elementi di base per la costruzione di un patto sociale basato sulla nuova identità culturale della città…e ciò “dipende soltanto da noi e non dai pochi altri, siano politici o burocrati”.
Tra i numerosi scritti che lascia, insieme a un’eredità importante di impegno intellettuale per una conoscenza e interpretazione storico-culturale del territorio regionale e provinciale, si ricordano “Viaggio nel ’68 in Calabria” (1990) e“Uomini in politica a Vibo Valentia” (1994).

La città degli accomodamenti

Raccontare il lavoro

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