Vibo Valentia. Italia Nostra ha perso il suo autorevole Presidente Luciano Gaetano

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Ha suscitato un grande cordoglio tra i cittadini di Vibo e su tutto il territorio del Vibonese, la scomparsa di Luciano Gaetano. La sua azione politica e sociale è stata contrassegnata da onestà intellettuale e libertà di pensiero. Nell’ultima parte della sua vita ha dato vita a diversi libri sulla storia locale e si è speso senza riserve per far conoscere l’opera e l’eredità dell’illustre filantropo e archeologo Umberto Zanotti Bianco, guidando con passione e responsabilità la Delegazione Vibonese di Italia Nostra.

La Delegazione Vibonese di Italia Nostra ha perso il suo autorevole Presidente. Nel suo operare, l’impronta genetica dell’illustre filantropo, archeologo, intellettuale e senatore a vita Umberto Zanotti Bianco. Gaetano Luciano, per tutti “Ninì”, da diversi anni si era speso senza riserve per dare testimonianza per risvegliare la coscienza etica, sempre più rara per risvegliare la coscienza etica, el’opera umanitaria e culturale del fondatore di Italia Nostra, che ha dedicato tutta la sua vita alle sorti della Calabria, con l’attenzione rivolta ai diseredati, all’indomani del disastroso terremoto del dicembre 1908.

Accompagnato da una vocazione pedagogica che ha riversato nella sua attività di insegnante, di politico e di scrittore, sempre contrassegnata da onestà e libertà  intellettuale, Luciano è stato senz’altro una personalità del Vibonese che ha saputo esprimere con versatilità e coscienza etica l’impegno nei diversi campi. Come negli ultimi anni la vena di scrittore, con quella sua innata propensione alla narrazione e alla memoria, che affonda le radici nella grande tradizione orale,che raccontano gli uomini e il territorio.Si ricordano “Le vie del vento. Le rivoluzioni sognate” in cui rievoca gli anni caldi tra il ’60 e il ’70,una sorta di storia ideale legata alla sua esperienza come protagonista nella sinistra extraparlamentare; “Raccontare il lavoro” invece è una ricostruzione sulla storia delle vicende del cementificio di Vibo Marina. Poi il suo occhio sempre attento alle mutazioni antropologiche di pasoliniana memoria, ha colto i segni che hanno contrassegnato la storia di Vibo a partire dagli anni ’60, raccontando il suo lento ma inesorabile declino culturale e sociale, ne “La città degli accomodamenti”. Negli ultimi mesi ha lavorato ad una nuova opera, già pronta per andare in stampa.In questo suo ultimo testo ha focalizzato lo sguardo alle sue radici familiari, restringendo ancora il campo alla località di provenienza della sua famiglia, Soriano.

Luciano al Testimonial Umberto Zanotti Bianco a Nicastrello

Con umiltà e dedizione, ha coltivato questa sua personale ricerca storico-antropologica sul territorio, per cercare di ridare dignità al recente passato di questa terra e gettare luce sul presente per contrastare il degrado che si è mostrato al suo sguardo vigile, capace di captare anche nei piccoli avvenimenti, i segni profetici dei tempi. Si tratta di microstorie narrate attraverso anche la memoria, che dal passato si travasa, con la sua linfa vitale, nell’attualità, ispirata da una visione storica che è stata la lezione più importante della scuola delle Annales. Nel suo tessuto verbale si auscultano le testimonianze locali, la voce e l’anima con cui si esprime la millenaria eredità della memoria collettiva.

Ci sono momenti in cui non sempre le parole soccorrono i sentimenti. Nel giorno in cui si svolgono le sue esequie, per chi scrive Gaetano Luciano ha rappresentato un maestro che ha saputo infondere l’amore per la bellezza rappresentata dai beni storico-culturali e la passione per le istanze etico-civili. Oltre a trasmettere l’eredità lasciata da Umberto Zanotti Bianco, ha fatto pesare la sua vocazione verso l’impegno politico-sociale, frutto dell’esperienza che lo ha visto protagonista come leader della sinistra extraparlamentare a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, poi come responsabile del Partito socialista (vicino a Giacomo Mancini, ha rivestito anche la carica di vicesegretario regionale del Psi) e all’interno dell’amministrazione comunale di Vibo,  sia come consigliere che nella veste di assessore nel ’91.

In questo magistero l’eredità più significativa è senz’altro il suo inconfondibile stile, con cui ha interpretato la vita dentro la sua famiglia, verso cui ha sempre manifestato un amore sacro (lascia l’adorata moglie Anna Gagliardi, le amate figlie Francesca e Vittoria, e i quattro nipotini, Gioacchino, Alessandro, Giuseppe e Anna, che gli avevano acceso una nuova luce negli occhi). Luciano è stato un uomo che ha testimoniato gli alti ideali presenti nella Costituzione, con una tensione intellettuale mai sopita per i principi che hanno ispirato i padri costituenti, e una visione della vita pregna di spiritualità laica, di matrice illuministica, capace di leggere in profondità le vicende politiche e sociali, espressa sempre con grande umiltà e umanità, non rinunciando e all’esercizio del giudizio critico nei confronti dei rappresentanti istituzionali, che si sono responsabili del tradimento delle istanze del territorio.

È con questa memoria che noi tutti, persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, sentiamo, in questi giorni, una tristezza profonda per la sua inaspettata scomparsa (aveva compiuto 72 anni), ma consapevoli che la sua voce deve continuare a parlare e farsi ascoltare, per quello che è stato l’impegno che ha caratterizzato l’ultima parte della sua vita: la salvaguardia dei beni culturali e ambientali,il valore della memoria storica e della dignità dell’essere umano, la responsabilità per il destino dei giovani, come testimonia il concorso letterario riservato agli studenti degli istituti superiori “ScriviamoAdhoc”, ispiratore e artefice insieme alla casa editrice “Adhoc”. Se non ci fosse quest’opera verrebbe compromessa irrimediabilmente la possibilità per le nuove generazioni di respirarne l’alito vivificante e creativo, l’entusiasmo e la passione, fondamentali per la costruzione di una umanità più illuminata.

Testimonal Nicastrello