Fedeli, sempre

Passo Solarie
Drenchia 6 Maggio 2018

Se tu vens cassù ta’ cretis
là che lôr mi àn soterât,
al è un splaz plen di stelutis;
dal miò sanc l’è stât bagnât.

Par segnâl, une crosute
je scolpide lì tal cret,
fra chês stelis nas l’arbute,
sot di lôr, jo duâr cujet.

Cjôl sù, cjôl une stelute:
jê ‘a ricuarde il nestri ben.
Tu j darâs ‘ne bussadute
e po’ plàtile tal sen.

Quant che a cjase tu sês sole
e di cûr tu préis par me,
il miò spirt atôr ti svole:
jo e la stele sin cun te.

La giornata sarebbe dovuta essere incerta come le previste previsioni atmosferiche, invece è stata soleggiata e festosa come nei pensieri di Bovio Cosimo Presidente dell’ Associazione
“ A.N.F.I. “ di Cividale del Friuli avente Sede in via Carraria 101. Lo stesso in collaborazione con il Gruppo A.N.A. di Grimacco del quale ne è il Capogruppo Marinig Marco e il suo Vice Mario Bucovaz, hanno organizzato un simpatico rendez vous sul Solarie, luogo emblematico nella storia del Primo Conflitto Mondiale, monti pregni di sangue e di vite umane sacrificate per la “ Patria “.
La stessa Associazione oltre a essere punto di ritrovo per i finanzieri in congedo, svolge attività culturali e di Volontariato sul territorio, presente sin dal 1965.
Il Colovrat ( in sloveno Kolovrat) è una catena montuosa di circa 4 km con la sua cima più alta a 1243 m/slm – Monte Cucco- Era e faceva parte della linea difensiva cosiddetta “ Linea d’Armata” settore Colovrat alto Judrio.Qui gli Austriaci alle 02,00 del 24 Ottobre 1917, le artiglierie della 14^ Armata Tedesca al Comando del Generale Otto Von Below dal Monte Rombon vomitarono una tempesta di fuoco sulle linee italiane di difesa avanzata e di resistenza della 2^ Armata comandata dal Ten Gen. Luigi Capello.
In questi luoghi della stessa sacralità di Redipuglia, fu scritta la storia d’Italia col sangue.
Di fronte in tutta la sua regale bellezza il “ Monte Nero “ oggi in territorio sloveno; a guardarlo in quel silenzio interrotto dal vento mi è venuta in mente non so perché, una delle più belle canzoni popolari friulane “ Stelluttis Alpinis “ (https://www.youtube.com/watch?v=yCZSeZaGdNk) che amo e spesso fischietto mentre lavoro.
Qui vengono inoltre organizzate dal Comune di Drenchia “ Notte in trincea “ nelle
fortificazioni del monte Kolovrat, uno degli scenari della rovinosa battaglia di Caporetto,
l’idea della notte tra le fortificazioni a scopo didattico prevede olrte che all’incontro con le crocerossine, che racconteranno ai giovani come si svolgeva l’assistenza sanitaria durante la Grande guerra e quale è stata l’attività della Croce rossa italiana negli eventi bellici successivi, anche recenti. Vengono date lettura degli scritti che dal fronte le crocerossine inviavano alle famiglie, testimonianza autentica, forte, delle sofferenze patite dai nostri soldati». Dalla sera al sorgere
del sole i liceali svolgeranno turni di guardia, organizzati e sorvegliati da volontari in divisa d’epoca del Reparto storico alpino Fiamme verdi dell’Ana.
Qui è eretto anche il Monumento intitolato a Riccardo Giusto, prima vittima del conflitto
Del 1915- 1918.
Agli intervenuti una volta portata a termine la passeggiata di 7 km di un sentiero storico è stata offerta una pastasciutta preparata sul posto da Marinig Marco coadiuvato da Bucovaz Mario e Sergio Fon, in una cornice di spensieratezza e negli occhi le lunghe trincee scavate nella roccia, un monito alle nuove generazioni… almeno così sarebbe dovuto essere e che a quanto pare invece soffiano ancora i venti di guerra come se l’uomo della pace non sappia cosa farsene. E allora per la nostra memoria, per la nostra salvezza, l’unica arma di difesa sarà sempre quella di tornare tra queste montagne così pregne di sangue e di dolore, di vite rubate e strappate all’esistenza.

Fedeli sempre Fedeli sempre

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