Il Pd verso la scissione: no al M5S ma anche a Salvini

“Penso che confermare la fiducia a Martina sia una cosa giusta e necessaria che consente al Pd di parlare con una voce sola e con autorevolezza. Non c’è rischio di scissione, nessuno se la augura”. E’ quanto auspica Piero Fassino, a margine della direzione del Pd a Roma. “Guerini ha dichiarato che le sue intenzioni erano di fare un documento che unisse. Prendo atto di questo fatto. Non c’è dubbio che un documento che chiede di non contarsi non dovrebbe però essere siglato da un numero di firme che appare essere una conta”.

Intanto i dem chiudono ufficialmente il confronto con il M5s. Per il Pd è “un capitolo chiuso”. Lo ha spiegato il segretario reggente Maurizio Martina alla direzione. “Oggi non si discute di questo perché i fatti hanno archiviato questa possibilità, capitolo chiuso”. “Per noi il tema non è mai stato votare Salvini o Di Maio Premier. Ma per noi il tema non potrà mai essere nemmeno sostenere un qualsivoglia percorso con Salvini, Berlusconi e Meloni come soci di riferimento. Tanto più impossibile chiaramente per noi un governo a trazione leghista” sgombera il campo l’ex Ministro.

“Non ce la caveremo solo con qualche mossa tattica” aggiunge Martina. “Non si tratta di tornare indietro né andare oltre, ma riprogettare per ripartire. Serve un ripensamento netto su come si sta insieme, su come ci si confronta e si prendono le decisioni dopo essersi ascoltati e aver fatto un confronto con la voglia di costruire una risposta insieme non solo con rapporti di forza. Chiedo che mi venga rinnovata la fiducia fino all’assemblea, e non una fiducia di facciata”. “Serve una direzione salda e univoca del Pd. Certamente non solitaria ma collegiale. Non dobbiamo consentire a nessuno di poter dire ogni giorno che ci sono diversi partiti nel nostro partito. Dobbiamo esserne consapevoli verso il Paese e verso la nostra comunità che ci guarda con attenzione e si aspetta chiarezza e unità. L’unità senza chiarezza sarebbe inutile. Non chiedo sostegni di facciata ma propongo un passo consapevole. Non ci servono unanimità che si sciolgono al primo minuto dopo la direzione”.

“Mi è chiaro che una parte importante delle riflessioni che ho provato a proporvi non possono trovare una risposta compiuta solo nella discussione di una direzione. Sento come tanti altri il bisogno di uno sforzo congressuale nei tempi giusti capace di andare in profondità e di non rimanere in superficie”. Sono state le parole del segretario nel chiedere il congresso.

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