Così lontana

“Sull’isola cambia tutto: cicale, fichi, lenzuola al vento, rumor di stoviglie. Spariti paure e antiche timori, tutto diventa accomodante. Grecia, culla del pensiero occidentale, fedele alla mediterraneità, dunque capace di capire l’Oriente, mentre l’Italia ha tradito il “ Mare di mezzo “, si è fatta atlantica.

La lunga notte “greca “ finisce nel mare di mezzo e già sembra di tornare a casa. Navigo verso l’isola in una foschia color anice, il mare si gonfia di nuovo spinto dal respiro di Zancle poi Messana, Messina”.

A bordo, lato terraferma, il profilo, il cemento selvaggio della Calabria e pare di trovarmi dinanzi ai ridicoli bunker del Paese delle Aquile, l’Albania, agli albanesi per la loro tendenza alla rapina. Ma anche alle rovine di Troia, il posto che Eleno figlio di Priamo ribattezzò con gli stessi nomi della patria perduta … visioni notturne in mare aperto, che a poco a poco vuole sommergermi, annegarmi come fece con Ulisse nel profondo del suo ventre per vomitarmi poi chissà dove.

Improvvisamente arriva la bonaccia e di notte sale la paura, non sapere cosa c’è lì a pochi metri, o da cosa viene sfiorato il fasciame che lo fa tremare tutto da prua a prora, come un lungo terribile spasmo. Sicilia e Calabria … le ali della Grecia.

Arriva la bonaccia e cala un gran silenzio dominato dall’ignoto scende sul mare, su me, comincio ad assaporare l’arresa sublime all’assenza di vento. Con la tempesta combatti, con la bonaccia ti arrendi! Così è anche nella vita o quando perdi e cadi sconfitto …. Ci si rialza sempre, più forti di prima.

Accendo una sigaretta e guardo il fumo per vedere se mi indica una minima bava di vento, nulla, nemmeno l’anemometro può sostituire il fumo della sigaretta. Fermo in mezzo al mare di notte, tutto tace… fa paura perfino il silenzio della coscienza ed è come trovarsi in un mare senza patria, immobilizzato tra la Grecia e l’Albania.

Sbarco è tutto cambia. Cicale, fichi, lenzuola al vento; la gente passeggia sentendosi a suo agio, i vecchi sono vecchi sulle panchine, lontani dai marciapiedi, i bambini bambini, ciascuno si prende il suo tempo! Siamo rovinati dalla velocità! Non ci rendiamo conto che così facendo distruggiamo la meditazione, i pensieri unici dilagano, la complessità è perduta …. I greci bevono acqua e ouzo …. I greci amano bere e filosofeggiare, e questo è il tempo!

Resiste ancora il dialogo, cioè la democrazia. Benedetta Grecia, culla del pensiero occidentale, ma fedele alla mediterraneità. L’Italia ha tradito il “ Mare di Mezzo “, la sua storia, la sua posizione unica. E’ diventata atlantica … come l’Albania, mezza ladra e mezza ruffiana o prostituta sulle vie della storia.

Eraclito scrive : << Da ciò che è in lotta nasce la più bella armonia. Tutto si realizza attraverso la discordia. Nella bonaccia di questa notte sto andando verso pensieri del terzo tipo in assenza di lei che così lontana è come quel mare di mezzo. “ Agios”, in greco vuole dire santo, ma anche – unitario -. Santo è colui che tutte le fedi riconoscono come tale, e infatti l’Islam lo chiama allo stesso modo, “ Hadji “. E’ segnato dall’aureola, in greco Aura che è anche energia buona, quella che il mondo islamico chiama “ Nur “. Ma il soffio è vento, è “ Anemos” dunque Anima!…

No, meglio che mi fermi troppa anice in corpo, meglio tornare a casa, cioè, nel Mare di Mezzo. Dove probabilmente potrei incontrarla; potrei … e so già che mi troverò nella piena bonaccia come un naufrago che galleggiando passa da una corrente all’altra di mari diversi con la certezza d’essere lasciato su una riva come Ulisse quando incontrò la bellissima e dolce Nausicaa!

A mezzanotte passata, tutto è possibile! Come l’essere preda di altre ombre gigantesche di ondate e mareggiate che scivolano sulle pareti, rischio così di annegare su una sedia con un libro in mano ed è quasi l’alba… c’è desiderio di un caffè e di un ciao…. Come stai? O di un ela ela ( vieni) … chissà!

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