La bugia di Francesco Mazzega. Nadia Orlando morta per asfissia

E’ stato trovato un cuscino nella Toyota Yaris di Francesco Mazzega. E’ tra quelli rinvenuti sin dalla prima perquisizione dell’automobile e posti sotto sequestro nel veicolo. Dopo il primo responso dell’autopsia, effettuata dal medico legale Carlo Moreschi, che ha individuato la causa della morte in asfissia da soffocamento, è probabile che il cuscino venga analizzato con più attenzione. Potrebbe essere stato usato per uccidere Nadia Orlando?

Nadia Orlando

“Faremo di tutto per accertare cosa è accaduto, al di là delle dichiarazioni dell’indagato” ha dichiarato il Procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo.

I medici del reparto di psichiatria dovrebbero valutare anche le condizioni del reo confesso, per stabilire se sia possibile dare esecuzione alla custodia cautelare in carcere già disposta dal gip Andrea Odoardo Comez.

I risultati dell’autopsia di Nadia Orlando

L’esame autoptico sconfessa il suo ragazzo. L’uomo di 36 anni aveva guidato lo scorso 31 luglio con il cadavere di Nadia nel sedile posteriore dell’auto per arrivare alla polizia e confessare di averla strangolata per gelosia.

Le analisi hanno dimostrato che la ventenne sarebbe morta per asfissia e non per strangolamento. Agli agenti di Palmanova, il trentenne aveva dichiarato di averla uccisa mettendole le mani al collo e stringendo forte. La ragazza sarebbe in realtà stata soffocata e non strangolata.

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