A Vaglio riapre la chiesta di San Giuseppe, chiusa da quasi 50 anni

Mercoledì la cerimonia ufficiale con la messa solenne celebrata da Don Teodosio Avigliano. La comunità di Vaglio Basilicata si riappropria di uno dei suoi simboli religiosi, la Chiesa di San Giuseppe, chiusa al culto da quasi 50 anni. Grazie alla Soprintendenza per i monumenti architettonici, il luogo di culto (che è nell’antica “via di mezzo” del borgo) riapre con una messa solenne celebrata da Don Teodosio Avigliano il 7 ottobre, alle ore 18.00, alla presenza della delegazione che ha realizzato i lavori (guidata dal Soprintendente Canestrini), del sindaco di Vaglio, delle autorità militari e religiose.

La Chiesa di San Giuseppe risale alla seconda metà del 1500 e in origine era dedicata a S. Caterina d’Alessandria, grazie alla famiglia Caterini che esercitava lo “ius patronatus”. Tracce storiche si ritrovano nel 1643, durante la visita pastorale di Monsignor Carrafa Roccella; successivamente cambia nome, e diviene Chiesa del Purgatorio (dovuto alla presenza dell’omonima Congrega), fino a quando, a metà del 1700, prende la denominazione di San Giuseppe.

Piccola, con un’unica navata, ha un altare in legno lavorato e tre nicchie con altrettante statue lignee di San Giuseppe, Santa Caterina e della Madonna del Rosario. Una curiosità: durante i lavori di restauro dell’altare, è stata ritrovata una reliquia: la parte anteriore del teschio di San Clemente infante, con una bolla di accompagnamento che ne fa risalire la provenienza dalle catacombe di San Callisto a Roma, ottenuta per intercessione di Don Cesare Antonio Vergara, famoso numismatico di Vaglio.

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