Contemporaneo al Macro e al Macro Testaccio

Nuova tornata di mostre dedicate al contemporaneo nei due spazi civici di settore. Al Macro di via Nizza, Luca Maria Patella, Ambienti proiettivi animati, 1964-1984, ripercorre i primi vent’anni del percorso artistico dell’autore attraverso una selezione di opere curata da Benedetta Carpi De Resmini e Stefano Chiodi in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli che da anni ne cura le esposizioni e l’archivio generale.

In anticipo sulle tendenze artistiche e culturali degli anni successivi, già negli anni ’60 Patella è un pioniere in Europa nell’uso artistico di fotografia e film di cui sperimenta possibilità espressive e contenuti concettuali, anche in relazione con lo spazio naturale e l’architettura. Il percorso espositivo è concepito come una serie di “ambienti” che riflettono i diversi procedimenti creativi della produzione degli anni Sessanta e Settanta dell’artista: installazioni, azioni performative, tele fotografiche, film e libri d’artista ne delineano lo stile e la ricerca. Dagli Alberi parlanti, esposti per la prima volta nel ’71, alle tele fotografiche che dialogano con il cortometraggio Terra Animata, girato da Patella in 16mm nel 1967, alla serie originale di oltre trecento diapositive che fanno da sfondo all’azione comportamentale Camminare che, a sua volta, dialoga con l’installazione Voulez-vous une Aubelière?. Due installazioni chiudono il percorso: Id e Azione, del 1974, e Mysterium Coniunctionis, del 1983-84.

In Sala Cinema viene proposto, quale parte integrante della mostra, un programma di proiezioni di film realizzati negli anni Sessanta; le pellicole sono state recentemente restaurate dalla Cineteca Nazionale di Roma che ha collaborato alla realizzazione della rassegna.

In occasione della mostra il Macro pubblica un catalogo di testi critici e documentazione iconografica che, insieme, compongono il primo studio sistematico sulla prima parte della carriera dell’artista.

La seconda mostra proposta a via Nizza è dell’artista turco Timur Kerim Incedayi, che espone circa 50 opere di diverso formato, tecniche miste su cartone, dove a volte prevale il pigmento sulla figurazione. Le opere esposte in Roma e Istanbul, sulle orme della storia, per lo più inedite, sono dedicate al rapporto fra le due città e alla profonda e magica risonanza di un passato artistico e culturale che accomuna due grandi metropoli influenti nell’area del Mediterraneo. Un tema caro a Incedayi e espresso nelle sue figure che coniugano l’influsso della cultura mistica ed esoterica orientale con il canone compositivo occidentale.

Dagli anni Sessanta lncedayi rappresenta un vero e proprio ponte fra Oriente e Occidente e, in particolare, fra Istanbul e Roma: nella prima si è formato, ma la sua specializzazione artistica si è svolta prevalentemente a Roma con l’incontro con pittori famosi come Renato Guttuso, Mino Maccari e Luigi Montanarini.

La mostra, che è accompagnata da un catalogo edito da CieRre con saggi di Maurizio Calvesi e Maurizio Marini, è realizzata con il supporto del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia, con il patrocinio e la collaborazione dell’Ambasciata di Turchia in Italia.

Spazio, infine, a Artisti in Residenza – Cherimus e Valentina Vetturi – nuovo appuntamento del programma coordinato da Rossana Miele e dedicato ai giovani artisti italiani e internazionali cui il museo mette a disposizione uno studio e un appartamento per poter realizzare un progetto artistico originale, elaborato per l’occasione.

Il lavoro di Cherimus è la rielaborazione della performance Il Gioco dell’Oca ispirata all’opera di Marco Colombaioni (uno dei componenti del collettivo artistico) presentata nel 2009 a Valledoria, in Sardegna: un grande dipinto a cielo aperto in cui tutti potevano entrare per partecipare al gioco. Cherimus apre le porte a un mondo fantastico popolato da animali, realizzati con la collaborazione di numerose realtà del territorio romano (laboratori di sartoria, licei artistici, centri SPRAR – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) costruendo così un’idea di gioco come forma di discussione e strumento di coesione sociale. Dall’interazione con altri artisti sono nati i video surreali di Simone Berti, in cui gli animali prendono vita alla conquista della città o, ancora, la playlist di Carlo Spiga, mix di registrazioni realizzate durante i laboratori e rielaborate con sonorità africane e sudamericane. Hanno collaborato al progetto: Simone Berti, Alessandra Casadei, Leonardo Chiappini, Derek Maria Francesco Di Fabio, Cleo Fariselli, Edna Gee, Isa Griese, Valeria Frisolone, Michele Gabriele, Alice Mandelli, Marco Pezzotta, Matteo Rubbi, Emiliana Sabiu, Carlo Spiga.

Valentina Vetturi fa convivere nello spazio dello studio in modo inedito le opere Alzheimer Café IIe La Mossa di Ettore. La prima è parte di una ricerca in itinere sui rapporti tra ricordo e suono, avviata in collaborazione con la Kunsthalle di Goeppingen e del MAXXI. Una raccolta di motivi cantati o accennati con la sola voce e realizzata nell’arco di alcuni mesi, con intento non documentario, presso centri che accolgono persone affette da patologie neurologiche che colpiscono la memoria. L’artista compone queste voci in un tessuto sonoro e crea uno spazio di ascolto, futuribile e non convenzionale, in cui i fragili ricordi personali assumono valore pubblico. Un video pone lo spettatore di fronte a questo luogo di ascolto portandolo a interrogarsi sul tema della memoria al presente e nel futuro.

La Mossa di Ettore è un’opera ispirata alla figura di Ettore Majorana, fisico nucleare e giocatore di scacchi, attorno alla cui scomparsa si annidano ancora molte ipotesi. Presso il MACRO rivivrà il ricordo della performance realizzata nello scorso ottobre negli spazi del museo in collaborazione con la Federazione Italiana Scacchi. I maestri Lexy Ortega e Massimiliano Lucaroni giocano una partita in cui, insieme all’artista, hanno introdotto una nuova mossa ispirata alla scelta di Majorana di scomparire per sottrarsi al coinvolgimento in una ricerca dagli esiti potenzialmente disastrosi aprendo così una riflessione sul senso del rifiuto.

Al Macro Testaccio, l’Accademia di Belle Arti di Roma presenta Uscita d’Emergenza, un progetto sul significato della cultura umanistica nell’era ipertecnologica e sul valore dei luoghi della sua formazione, attraverso le opere di 14 giovani artisti – Dario Agati, Giulio Bensasson, Lucia Bricco, Milica Cirovic, Ola Czuba, Lele D’Alò, Lorenzo Modica, Claudio Pantò, Matteo Pisapia, Sofia Ricciardi, David Ferro Salge, Paolo Scarfone, Spentriu, Jianchao Xue. Le opere sono state selezionate da Valeriana Berchicci, Chiara Caramazza, Roberta Ianniti e Francesca Lilli, giovani curatrici della Scuola curatori dell’Accademia, riuniti nel gruppo Whart.

Il progetto, sviluppatosi durante l’ultimo anno accademico, prende spunto da una frase contenuta nel libro Non per profitto della filosofa americana Martha Nussbam: “Se non insistiamo sul valore fondamentale delle lettere e delle arti, queste saranno accantonate perché non producono denaro. Ma esse servono a qualcosa di ben più prezioso, servono cioè a costruire un mondo degno di essere vissuto, con persone che siano in grado di vedere gli altri esseri umani come persone a tutto tondo, con pensieri e sentimenti propri che meritano rispetto e considerazione, e con nazioni che siano in grado di vincere la paura e il sospetto a favore del confronto simpatetico e improntato alla ragione”.

La mostra è stata realizzata con l’apporto degli studenti dei corsi di Comunicazione e Didattica dell’arte, di Grafica Editoriale, di Allestimento degli Spazi Espositivi e di Arti Multimediali e Tecnologiche dell’Accademia.

Le mostre sono promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Macro – via Nizza 138
da martedì a domenica 11-19, sabato 11-22
Ingressi 13.50 euro (ridotto 11.50), residenti 12.50 (ridotto 10.50)

LUCA MARIA PATELLA
AMBIENTI PROIETTIVI ANIMATI, 1964-1984
30 gennaio – 26 aprile
Sala Bianca

TIMUR KERIM INCEDAYI
ROMA E ISTANBUL, SULLE ORME DELLA STORIA
30 gennaio – 1 marzo
Sala Enel 2

ARTISTI IN RESIDENZA
GRUPPO CHERIMUS – VALENTINA VETTURI

30 gennaio – 1 marzo
Studio #3, #4

Inaugurazioni giovedì 29 gennaio dalle 18

MACRO Testaccio – piazza O. Giustiniani 4
da martedì a domenica 16-22
ingressi 8.50 euro (ridotto 7.50), residenti 7.50 euro (ridotto 6.50)
MACRO via Nizza + MACRO Testaccio 14.50 euro (ridotto 12.50), residenti 13.50 (ridotto 11.50)

USCITA D’EMERGENZA
28 gennaio – 8 febbraio
Padiglione 9B

Informazioni +39 06 6710 70400, museomacro.org
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9 su 10 da parte di 34 recensori Contemporaneo al Macro e al Macro Testaccio Contemporaneo al Macro e al Macro Testaccio ultima modifica: 2015-01-29T01:49:49+00:00 da Redazione
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