Roma, orrore all’Eur Federico Leonelli ha aggredito l’ucraina davanti alla taverna

La circostanza, emersa dopo il ritrovamento di una chiazza di sangue davanti alla porta che immette nella stanza, fa perdere consistenza all’ipotesi del tentativo di stupro, puntando più su una lite per altri motivi. Secondo chi indaga un tentativo di violenza si sarebbe dovuto consumare in casa.

Secondo una nota diramata dalla Questura di Roma gli agenti intervenuti sono stati “costretti ad esplodere colpi d’arma da fuoco nei confronti del 35enne per difendersi dai fendenti a loro indirizzati”.

Altre tracce ematiche fanno ritenere che la donna sia stata poi trascinata all’interno della taverna. Conferme su questa ricostruzione sono attese dall’esame dei filmati delle telecamere presenti nelle adiacenze della villa. Gli accertamenti degli inquirenti coordinati dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani puntano ora a stabilire il movente dell’omicidio della donna. Da approfondire, anche tramite testimonianze, se Leonelli avesse problemi psichici, specie dopo la morte della compagna.

La colf ucraina poteva essere già morta quando è stata decapitata. A stabilirlo sarà solo l’autopsia. Gli accertamenti autoptici, che riguarderanno anche lo stesso omicida, si terranno nell’istituto di medicina legale di Tor Vergata coordinato da Giovanni Arcudi.

Posta sotto sequestro la villa dell’Eur dove si è consumato l’orrore. Saranno effettuati anche gli esami balistici per accertare la traiettoria dei proiettili e chiarire con certezza gli istanti in cui il killer, Federico Leonelli, è stato ferito a morte dagli agenti di Polizia accorsi sul luogo, chiamati da alcuni vicini di casa. A quanto ricostruito finora dagli investigatori, l’uomo sarebbe sbucato all’improvviso brandendo il grosso coltello, una sorta di mannaia, insanguinato verso vigili del fuoco e poliziotti.

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