Chieti, arrestato il primario universitario Giuseppe Sabatino

Eseguite in otto province di quattro regioni (Lazio, Abruzzo, Puglia e Lombardia) cinque misure cautelari ai domiciliari e dieci decreti di perquisizione, emessi dalla Procura della Repubblica di Chieti. L’indagine ha consentito di smascherare i comportamenti illeciti  di Giuseppe Sabatino, primario di neonatologia al “Colle Dell’Ara” di Chieti e quattro rappresentanti di due note aziende produttrici di alimenti per l’infanzia. Si tratta di Marco D’Errico di Roma, Gabriele Bellia di San Vittore Olona, oltre a Luigi Leccese e Antonio De Panfilis, entrambi pescaresi. Denunciati altri dieci medici, delle province di Taranto, Bari, Potenza, Pescara e Teramo, a carico dei quali sono stati raccolti elementi che sono oggetto di ulteriori accertamenti, per valutare responsabilità nei loro confronti con il concorso degli agenti di zona.

Le intercettazioni video ambientali hanno permesso di appurare episodi di corruzione realizzati dal professore con il concorso di rappresentanti di aziende produttrici di integratori e alimenti per neonati. Il primario, all’atto delle dimissioni dei pazienti prescriveva o indicava ai genitori i prodotti delle due aziende che incrementavano le vendite, ricompensando il sanitario con provvigioni in denaro o altri benefici. Per questo motivo, tra i reati ipotizzati, ci sarebbe anche quello di comparaggio. Pm dell’inchiesta è Lucia Campo, mentre il gip è Paolo Di Geronimo.

Le perquisizioni domiciliari hanno consentito di sottoporre a sequestro pc e documentazione d’interesse investigativo al vaglio dei Carabinieri del Nas di Pescara, con il coordinamento del comandante regionale Marcello Sciarappa. Perquisito anche un ambulatorio privato di viale Europa in cui lavora il dottor Sabatino.

9 su 10 da parte di 34 recensori Chieti, arrestato il primario universitario Giuseppe Sabatino Chieti, arrestato il primario universitario Giuseppe Sabatino ultima modifica: 2014-07-14T11:58:08+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento