Milano, teatro alla Scala taglio allo stipendio del sovrintendente Alexander Pereira

Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto-legge Franceschini che modifica la riforma Bray. Il provvedimento fissa un tetto “al trattamento economico dei componenti degli organi di amministrazione, direzione e controllo”, nonché “dei dipendenti, consulenti e collaboratori”.

Il valore degli emolumenti corrisposti ai massimi dirigenti delle fondazioni lirico-sinfoniche, “incluso ogni trattamento economico accessorio”, non potrà “superare il limite retributivo riferito al primo presidente della Corte di Cassazione” che, stabiliscono gli articoli 23-bis e 23-ter del decreto-legge 201 del 2011, incassa 240 mila euro annui “al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali”.

Attualmente in via Filodrammatici sono in due a sforare il salary cap imposto dal Governo Renzi. Salvo Stéphane Lissner (507.076,22 euro più bonus), che a settembre volerà a Parigi per assumere l’incarico di patron dell’Opéra, la norma appena introdotta impone una riduzione dello stipendio del direttore generale Maria Di Freda, che guadagna 270.539,60 euro vale a dire 30 mila euro in più dei 240 mila stabiliti da Roma. Dal primo ottobre 2014 nei tagli rientrerà anche Alexander Pereira, che al momento prende 50 mila euro da consulente tecnico. Secondo indiscrezioni non confermate né smentite dal diretto interessato, il suo compenso dovrebbe aggirarsi attorno ai 450 mila euro lordi l’anno. In sostanza l’accordo economico è tutto da ridefinire. L’austriaco dovrà rinunciare a circa 200 mila euro per rientrare nei parametri imposti dall’esecutivo.

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