Bus della morte, la revisione era falsa, 40 vittime si potevano evitare?

Un’accusa pesante come un macigno. Avrebbero falsificato i documenti della revisione del pullman precipitato il 28 luglio dell’anno scorso dal viadotto Acqualonga dell’autostrada Napoli-Canosa, nei pressi di Monteforte Irpino.

Due funzionari della motorizzazione civile di Napoli sono indagati per falso in atto pubblico dalla procura di Avellino nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente che causò 40 vittime. Vittorio Saulino, 56 anni, e Antonietta Ceriola, 63 anni, avrebbero manomesso i computer della Motorizzazione per certificare l’idoneità alla circolazione e al trasporto di persone del Volvo bus immatricolato per la prima volta nel 1995, reimmatricolato nel 2008 e revisionato nel marzo 2013, pochi mesi prima dell’incidente. I due funzionari sono stati sentiti dai magistrati di Avellino alcuni mesi fa, in qualità di persone informate sui fatti. A loro la Procura è giunta dopo aver acquisito una serie di documenti presso il ministero dei Trasporti e presso gli uffici della stessa Motorizzazione di Napoli. Dalla perizia eseguita sulla carcassa del bus è emerso che il mezzo, ben prima di precipitare dal viadotto alto 23 metri, aveva il sistema frenante completamente fuori uso, tranciato dalla rottura dell’impianto di trasmissione. I nomi dei due funzionari della motorizzazione si aggiungono agli altri 7 indagati, il titolare dell’agenzia “Mondo Travel” Gennaro Lametta, che noleggiò il bus alla comitiva di turisti partita da Pozzuoli per una gita di tre giorni prima a Telese e poi a Pietrelcina, in provincia di Benevento, il fratello autista Ciro Lametta, morto nell’incidente ma formalmente accusato di omicidio colposo e disastro colposo assieme al direttore del tronco autostradale Michele Renzi e al responsabile della manutenzione Antonio Sorrentino.

La Procura ha contestato l’omissione in atti d’ufficio ad altri tre dirigenti di Autostrade per l’Italia, gli ex direttori di tronco Nicola Spadavecchia e Paolo Berti, e il coordinatore del centro servizi di Cassino Michele Maietta. L’indagine segue anche il filone sulle condizioni di sicurezza della barriera del viadotto precipitata con il bus. La perizia affidata a quattro esperti nominati dal procuratore Rosario Cantelmo è stata consegnata dieci giorni fa ed entro maggio saranno consegnati altri accertamenti tecnici.

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