Domani si inaugura la porta di bronzo al santuario della Madonna di Capo Colonna

Leggiamo da Appunti per una teologia delle porte del tempio di mons. Antonino Denisi che “dopo l’altare ed il pulpito-ambone, la porta rappresenta lo spazio simbolico di maggiore rilevanza in una chiesa; per questo, in ogni epoca, le è stata riservata la massima attenzione sia sotto il profilo architettonico che artistico.

Il portale si inquadra già nella facciata dell’edificio, che è la parte più curata dell’intera progettazione. E questo vale tanto per la chiesa di un piccolo centro che per quelle della città, in relazione all’importanza che hanno nella geografia religiosa. Questa importanza è maggiore nelle chiese cattedrali dove è collocata la cattedra del vescovo che, per il suo magistero, svolge l’alta funzione di magistrato spirituale dell’intera circoscrizione ecclesiastica.”

Dal punto di vista più strettamente religioso mons. Denisi specifica che il Nuovo Testamento “contiene un’autentica cristologia della Porta del Tempio, di quello costruito dagli uomini e, molto più, del Tempio eterno che è la Gerusalemmeceleste, edificata da Dio in Cristo e nello Spirito .Il Vangelo mette in bocca a Gesù l’affermazione: Ego sum ostium, Io sono la porta (Giovanni 10,7,9).La Porta del Tempio, dunque, impersona Cristo stesso.

Su di essa, prima che su qualsiasi altro spazio sacro, si concentra l’attenzione del fedele, che in Chiesa si reca per incontrare Dio ed ascoltarlo, per unirsi a Cristo nel mistero del sacramento e della Parola, per pregare e ricevere i doni dello Spirito, insieme ai fratelli di fede che formanola Chiesa”.

Insomma “per trasformare l’uomo e la società non bastano la scienza, l’economia e la politica – chiosa Denisi – ci vuole anche la bellezza. L’arte perciò è chiamata a svolgere una funzione essenziale: mettere l’uomo in comunicazione con il divino, attraverso la dimensione corporea di cui il sentimento ed i sensi sono parte insopprimibile”.

Per cui “l’artista – conclude il teologo – che possiede umanità e fede, accoglie la voce dello Spirito e stabilisce con l’umanità un contatto misterioso che aiuta a trasfondere nell’animo i valori della bontà, della giustizia e della grazia”.

La Calabria, in questi ultimi decenni, non ha voluto essere lontana da questo impegno teologico e costruire porte che fossero l’espressione dell’arte umana che vuol incontrare la bellezza del divino.

Alcune chiese, nella nostra regione, sono state arricchite di questo fondamento architettonico affidato ad artisti di vaglia. Ricordiamo le chiesa di S. Paolo alla Rotonda di Reggio Calabria dello scultore Gismondi, il Duomo di San Leoluca di Vibo Valentia e Santa Maria della Cattolica in Reggio Calabria del polistenese Niglia, il santuario di Polsi ela Matricedi Siderno di G. Correale, la chiesa della Vergine dei Sette Dolori di Serra San Bruno del 1960 dello scultore serrese Giuseppe Maria Pisani e la Basilica Cattedrale di Crotone.

Il  portale bronzeo presente in città è stato consacrato e inaugurato il 25 ottobre 1986 dall’allora Arcivescovo Mons. Giuseppe Agostino ed è opera dello scultore crotonese Ludovico Graziani. Si tratta di un portale che misura 18 mq e dal peso di 14 quintali ed offre all’osservatore otto scene, oltre agli stemmi dei dodici vescovi predecessori di Mons. Agostino, riportati ai lati verticali. Il frontone raffigura a sinistra lo sbarco dei Turchi a Crotone e a destra l’assalto alle mura della città con al centro lo stemma arcivescovile del Vescovo Agostino. La prima formella a destra in alto ricorda il Concilio Ecumenico Vaticano II; la seconda i Viaggi pastorali nel mondo  del Beato Giovanni Paolo II; la terza è dedicata alla Calabria ed in particolare alla Diocesi di Crotone e al centro di questa l’immagine di Agostino circondato da bambini come speranza nelle nuove generazioni. Nelle formelle di base si rileva, in unica scena, la lotta tra infedeli e Cristiani (conflitto tra il bene e il male) che si conclude con la fuga dei Turchi. L’opera bronzea si completa con le due maniglie, altre50 cmcirca, che raffigurano san Francesco di Paola e san Giuseppe. 

E quest’anno chela Chiesadi Crotone – Santa Severina è interessata da un  “cammino” particolare, il cammino settennale che porterà in pellegrinaggio notturno la grande Icona della Madonna “negra di Capo Colonna, non si è risparmiata per solennizzarla come si deve. Tra le tante iniziative approntate, ecco un portale di bronzo anche per il piccolo e prezioso santuario di Capo Colonna retto con molto zelo dal Canonico Mons. Bernardino Mongelluzzi. La porta bronzea, realizzata dallo scultore calabrese Mario Strati e ricavata da una fonderia della provincia di Reggio Calabria, sarà consacrata ed inaugurata  domani 13 maggio. La porta di Strati, che si sviluppa su tre metri di altezza per un metro e sessanta centimetri di larghezza, racchiuderà i temi più cari e rappresentativi della tradizione e della fede. In particolare la teoria di fedeli che circondano la sacra Icona sullo sfondo di un promontorio immerso nella dimensione mediterranea sottratto miracolosamente al caos della contemporaneità. Il tutto immerso nella luce di Capo Colonna, “una luce che viene dal mare – ha descritto l’artista – e che deve far parlare il bronzo.”

 

 

9 su 10 da parte di 34 recensori Domani si inaugura la porta di bronzo al santuario della Madonna di Capo Colonna Domani si inaugura la porta di bronzo al santuario della Madonna di Capo Colonna ultima modifica: 2012-05-12T06:29:28+00:00 da Mimmo Stirparo
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