Mugnano, calciatore espulso si taglia le vene

Scene da fil horror in Campania nel corso di una gara di calcio. A Mugnano per due distinti episodi che hanno visto protagonisti un calciatore del Neapolis e uno del Fano, impegnati sul campo dei napoletani nel turno infrasettimanale del campionato di Lega Pro Seconda Divisione Un attaccante del Fano, dopo essere stato espulso per avere insultato l’assistente dell’arbitro, è stato trovato dai compagni rientrati negli spogliatoi al termine del primo tempo con il polso destro sanguinante.

Secondo quanto riferito dai carabinieri il giocatore si sarebbe procurato le ferite tagliuzzandosi le vene con una lametta. I carabinieri hanno chiamato il 118. Giunto in ospedale, i sanitari hanno valutato come superficiali le ferite riportate. Il giocatore è stato dimesso ed è ripartito con la squadra, da pochi giorni allenata da Karel Zeman, figlio dell’attuale tecnico del Pescara. Secondo i carabinieri che lo hanno sentito, il giovane avrebbe compiuto l’incredibile gesto per reazione all’ingiusta espulsione.

In precedenza momenti di paura anche per un calciatore del Neapolis, il difensore Silvestre, rimasto a terra privo di sensi dopo uno scontro di gioco con un compagno. Il calciatore si è accasciato e sono stati i suoi colleghi a dare l’allarme richiamando l’attenzione delle panchine e dell’arbitro. È intervenuta l’ambulanza in campo e il calciatore è stato accompagnato all’ospedale di Giugliano, dove gli è stata riscontrata una lussazione alla spalla. Silvestre è stato dimesso poco dopo e ha potuto far ritorno allo stadio prima che la partita finisse.

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