Unioncamere Fvg interlocutore unico con Regione per Sistema camerale

Unioncamere regionale come punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese. Ma non solo. Unioncamere Fvg anche come interlocutore unico della Regione per una serie di servizi e iniziative comuni del sistema camerale: oltre alle attività con l’estero per le aziende, anche funzioni delegate (quali per esempio i contributi) o ancora servizi di regolazione del mercato o l’osservatorio economico.

I presidenti delle Camere di Commercio di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine (Emilio Sgarlata, Giovanni Pavan, Antonio Paoletti e Giovanni Da Pozzo), riuniti oggi a Trieste nell’Unioncamere regionale presieduta da Da Pozzo, hanno presentato i risultati dell’azione da e con l’estero svolta nel 2011 e anticipato i principali interventi dell’anno in corso. Approfittando dell’occasione e della presenza, oltre che dei rappresentanti regionali delle categorie, dell’assessore  Elio De Anna e del direttore di Turismo Fvg Edi Sommariva per rimarcare l’impegno e la volontà del sistema camerale di ottimizzare i servizi offerti al mondo imprenditoriale e razionalizzare le risorse ma anche il dialogo con l’istituzione regionale.

«Un percorso che non comincia certo oggi, ma che come sistema camerale abbiamo intrapreso da alcuni anni – ha sottolineato il presidente dell’Unione Fvg Da Pozzo –. Oggi lo ribadiamo con convinzione, dimostrando di dare l’esempio di un lavoro di squadra che ha a cuore l’efficienza, la riduzione degli sprechi e la valorizzazione di quelle attività che le Camere dimostrano di saper svolgere al meglio, come per esempio l’internazionalizzazione». Attività che saranno definite in un vero e proprio accordo di programma, «ora in fase di perfezionamento, in cui l’Unioncamere Fvg sarà interlocutore unitario nei rapporti con la Regione su tutta una serie di iniziative», ha precisato l’assessore De Anna, riconoscendo l’autonomia e nel contempo l’impegno alla razionalizzazione del sistema camerale.

Stando all’attività realizzata nel 2011 «Le Cciaa hanno accompagnato le imprese praticamente in tutto il mondo, condividendo le azioni con le associazioni di categoria, formando e informando preventivamente le imprese, individuando le controparti estere e organizzando missioni outgoing e incoming e partecipando a fiere di primaria rilevanza», ha detto Da Pozzo, rimarcando come le singole camere beneficino della stretta correlazione nel network regionale, ma anche nazionale e internazionale, rete che consente di avere agganci e contatti preziosi in tutti i Paesi, facilitando il percorso delle imprese.

«Già da tempo, tra l’altro – ha aggiunto – le singole Cciaa si presentano all’estero come sistema regionale: ciascuno di noi rappresenta l’economia del Fvg in forma unitaria, valorizzando le specifiche peculiarità, ma ragionando in un’ottica di sviluppo comune».

Da Pozzo è poi passato alle cifre:  «Nel 2011 le nostre Cciaa hanno coinvolto 1.982 imprese in attività di internazionalizzazione, 932 in attività di formazione e check up (per 1.398 ore), 241 coinvolte in circa 800 incontri B2b, mentre sono state ospitate in incoming 35 delegazioni con oltre 200 operatori esteri. Sono poi 122 le imprese del Fvg che, assieme alle Cciaa, hanno partecipato a 20 Fiere internazionali, in Europa, Nordamerica e Asia, tra eventi quali Miami Cruise Shipping, Hong Kong Wine and Spirits, Industry Hannover o Anuga a Colonia. Le missioni outgoing sono state 28 a livello regionale e 5 in collaborazione con la rete nazionale, con 111 imprese coinvolte. Le principali sono state in Australia, Corea, Cina e Singapore, cui vanno aggiunte quelle già realizzate in questi primi tre mesi del 2012. La più recente e appena conclusa in Sudafrica e Mozambico, «che oltre a ottimi risultati in termini di business per le nostre imprese, ha anche portato alla definizione della nostra partecipazione alla Fiera Facim che si terrà in Mozambico a fine agosto», ha precisato Da Pozzo. Il presidente ha anche sottolineato un aspetto peculiare. «

Analizzando i trend di crescita dell’export per Paese – ha detto –, possiamo notare che molte nostre imprese sono presenti su mercati tradizionali come l’Europa, ma mancano ancora sui mercati dati in maggior crescita e dunque con opportunità migliori. È proprio su questi mercati che va concentrata l’attenzione delle istituzioni e che il sistema camerale si sta impegnando e si impegnerà sempre più ad accompagnare le sue imprese».

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