Per Confindustria Udine Danieli in Serbia campanello allarme Sistema Italia

“Danieli investe in Serbia e la notizia, per Confindustria Udine, è passata tra l’indifferenza generale o quasi”.

Il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, è quanto mai amareggiato nel commentare il silenzio con cui è passata nella nostra Regione la notizia sull’accordo tra il Gruppo Danieli di Buttrio e lo Stato della Serbia per la possibile realizzazione di un maxi-impianto per la produzione di acciai speciali da 450 milioni euro che darà lavoro a circa mille persone.  

“Il campanello d’allarme è suonato forte e chiaro – sottolinea Luci -. Una grande azienda comela Danieliha ritenuto che non ci fossero le condizioni ideali in Italia, e nella nostra Regione, per investire in un nuovo impianto. Da qui la mia convinzione che questo mancato investimento nel nostro territorio non sia soltanto da giudicare come una grande opportunità persa, ma anche come la dimostrazione di un sistema che, a forza di opporsi agli insediamenti e ai progetti industriali – esemplare a tale riguardo quello che sta succedendo con gli elettrodotti e i rigassificatori -, si sta progressivamente impoverendo”. 

La riflessione del presidente Luci è impietosa: “Alla fine mi chiedo di che cosa vivremo. Sta passando quasi un messaggio che si possa vivere di solo ammortizzatori sociali. Ed invece, mi preme ricordarlo, è  di lavoro vero che si vive ed il lavoro vero viene generato in primis dal manifatturiero che, poi, dà origine a cascata tutta una serie di servizi che fanno si che un mix di economia virtuosa posso attecchire e proliferare sul territorio portando occupazione e benessere”. 

“Ovviamente non spetta a me giudicare le scelte aziendali, ma si pone a tutti la questione di creare le condizioni perché il territorio locale e nazionale diventi attrattivo”. Continuando di questo passo il declino è assicurato ed è per scongiurare questo che il presidente Luci invita tutti ad uno scatto di orgoglio: “ogni fabbrica chiusa ed ogni investimento perso sono una sconfitta per tutti e lasciano sul campo l’amarezza delle imprese e degli imprenditori e la miseria per il territorio. Ci decidiamo ad alzare la testa, si o no?”.

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