Giornate di Studi Sanmicheliani in Friuli dal 22 al 24 marzo

Presentato a Palazzo Belgrado di Udine il triduo di incontri “Giornate di Studi Sanmicheliani – Securitas veneta ed architettura fortificata sanmicheliana: conoscenza, restauro, valorizzazione e recupero -. Michiel da San Michiel circa il fortificar la Città di Udine e altri luoghi della Patria del Friuli”.

In tutto tre le giornate di studio: giovedì 22, venerdì 23 e sabato 24 marzo 2012 che coinvolgeranno 4 città: Udine, Gradisca d’Isonzo, Colloredo di Monte Albano e Osoppo. Dopo l’intervento introduttivo dell’assessore provinciale a istruzione, cultura, pari opportunità e identità Elena Lizzi (che ha sottolineato la bontà dell’iniziativa), si sono succeduti i contributi dei relatori – il presidente dell’associazione Plus Ultra, Francesco Amendolagine, il direttore del Corso di Laurea in Architettura della Facoltà di ingegneria dell’Università di Udine, Mauro Bertagnin, per l’Università IUAV di Venezia, Gian Camillo Custoza, il presidente del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli storici del Friuli Venezia Giulia, Sergio Gelmi di Caporiacco, l’amministratore Unico di Marco Polo System, Pierangelo Pettenò, e il vicario di Udine e Pordenone degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, Alessandro Berghinz.

Sono state illustrate in dettaglio le giornate di studio. La manifestazione intende contribuire a far luce sulla figura dell’architetto e intendente d’arte ossidionale Michele Sanmicheli, che tra XV e XVI secolo, si occupò, tra l’altro, del sistema fortificato friulano.

Il tema riveste oggi particolare interesse, in quanto attualmente al centro di tutta una serie di iniziative di ricerca, cui si ascrive quella attivata da “Marco Polo System g.e.i.e”, mediante la collaborazione del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia, di concerto con alcune principali istituzioni scientifiche nazionali tra cui l’Unità Colore e Luce dell’Università IUAV di Venezia e il Corso di Laurea in Architettura della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Udine.

Hanno aderito a vario titolo all’iniziativa la Regione Friuli Venezia Giulia, la Regione Veneto, i Comuni di Udine, di Colloredo di Monte Albano, di Osoppo, di Gradisca di Isonzo, il Consorzio della Comunità Collinare del Friuli, la Fonazione Crup e la Delegazione del Fvg degli Ordini Dinastici di Casa Savoia.

Dall’epoca della difesa piombante, all’inizio di quella della materializzazione delle visuali difensive, dall’antichità classica al Quattro-Cinquecento, in alcuni casi addirittura fino al Novecento, l’architettura fortificata, ha, continuativamente, significativamente caratterizzato il paesaggio friulano.

È però dalla metà del XV secolo che, anche in Friuli, si palesa, concretizzandosi in una serie di aggiornati esercizi d’arte fortificatoria, una nuova architettura poliorcetica, detta “alla moderna”; un’innovativa concezione dell’arte della guerra, ne informa, innovandola profondamente, l’evoluzione; una radicale trasformazione dell’esercizio del mestiere delle armi ne costituisce il presupposto fondamentale.

Con il termine “alla moderna”, si intende definire e aggettivare quell’architettura della fortificazione che si manifesta, sviluppandosi nel clima della cultura prospettico-brunelleschiana, successivamente all’avvento delle armi da fuoco; caratteristica principale di tale novitas, è una innovativa concezione progettuale dell’architettura ossidionale. Le componenti di questa, interagiscono, tra loro, in una relazione analoga a quella delle parti di un sistema geometrico; la variazione introdotta in un punto si riflette sul tutto solidale, come nel continuum geometrico della prospettiva.

Il veronese Michiel da S(an) Michiel, 1484-1559, cui sono dedicate le giornate di studio, all’interno delle quali si inserisce il triduo di incontri, va considerato un protagonista indiscusso di tale vicenda. È certo uno dei principali artefici della fusione delle acquisizioni maturate dalla cultura architettonica romana con la pratica costruttiva veneta nel XVI secolo; probabilmente uno dei principali protagonisti dell’evoluzione della storia dell’architettura ossidionale “alla moderna” nei territori della Serenissima, certamente una figura paradigmatica di “architetto militare”, uomo d’arme, un tecnico, che specificatamente pone al centro del dibattito, la questione del progetto d’architettura ossidionale, considerato nel suo rapporto, diremmo genetico, con l’esercizio dell’arte della guerra.

L’obiettivo delle giornate di studio è fare il punto sulle ricerche in atto; riferendo queste ultime direttamente allo stato attuale del manufatto architettonico; delineando così le necessarie premesse, utili alla definizione di un progetto di restauro che si immagina declinato nell’ambito di uno specifico programma di conoscenza e valorizzazione.

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