Celentano boom un italiano su due incollato sul Festival

145

14 milioni 378 mila telespettatori pari al 48.51% di share. Un vero e proprio botto tutto dovuto al Molleggiato, che pur tra le critiche ha trionfato come nelle aspettative. Ingaggiando una polemica con la Consulta sul referendum, con i giornali cattolici Avvenire e Famiglia Cristiana e con buona parte della classe politica italiana. “Davvero un bello spettacolo. Bravo, viva Sanremo e viva la Rai”, replica dal sito il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. “Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo e farle funzionare per un anno intero”. E il segretario della Fnsi Franco Siddi parla di “battute senza senso sui giornali” da parte di Celentano. Già l’inizio è stato violento, scene di guerra, bombardamenti, ragazzi che crollavano sul palco. Celentano è partito attaccando “preti e frati che non parlano mai del motivo per cui siamo nati, non parlano mai del Paradiso, come so fossimo nati per morire”.

Poi l’attacco all’Avvenire e Famiglia Cristiana, prima di una citazione degli operai che dall’otto dicembre sono sulla torre della stazione di Milano per protestare contro la cancellazione di vagoni letto. Il momento più teatrale è stato quello dedicato alla bocciatura del referendum sulla legge elettorale. Pupo dalla platea, Gianni Morandi e Rocco Papaleo hanno inscenato un dialogo a quattro sul concetto del popolo sovrano, un diritto sancito dalla Costituzione, che nel testo di Celentano, è stato calpestato dalla decisione della Consulta. Anche Morandi ha pronunciato parole di critica contro la bocciatura e contro l’allontanamento dalla Rai di Santoro.

Un momento molto lungo, concepito come se le canzoni fossero un premio per chi ascoltava il sermone. Certo quando canta il rock, Prisencolinensinainciusol, Il Forestiero, Celentano è irragiungibile ma la musica in un contesto messianico di questo genere non è l’elemento determinante, né sembra la sua principale preoccupazione che, come da collaudato copione, è quella di entrare a piedi uniti sulle convenzioni, comprese quelle della narrazione televisiva.

Non bastavano i controlli della Guardia di Finanza in città e il forfait di Ivana Mrazova. A segnare il debutto del Festival di Sanremo un altro incidente. Si inceppa il sistema tecnico di voto usato dalla giuria demoscopica dopo l’esibizione del secondo big, Samuele Bersani, e alla fine Rai1 e l’organizzazione del Festival decidono di sospendere la gara, tra le contestazioni di pubblico e giurati. A dare l’annuncio è Gianni Morandi a fine serata, nel momento in cui dovevano essere resi noti i nomi dei primi due artisti esclusi. “In deroga al regolamento del Festival, Rai1 e la direzione artistica, preso atto del blocco del sistema di voto, hanno deciso di sospendere la gara di stasera, permettendo a tutti e 14 gli artisti di riesibirsi domani”, dice il conduttore tra i “buuh” del pubblico e dei giurati che, dalla galleria, lanciano in aria le schede cartacee su cui stavano registrando i loro voti dopo lo stop al meccanismo elettronico. Il caos, ha spiegato la Rai, è stato determinato da un problema tecnico alla centralina del sistema della Ipr Marketing, la società demoscopica che si occupa del Festival. In un primo momento i giurati sono stati invitati a votare su carta, in attesa del ripristino del sistema. Poi, per evitare qualsiasi tipo di contestazione e garantire la regolarità della gara, si è deciso di sospenderla. Tutti i big potranno riesibirsi e a fine serata saranno eliminati in quattro.