A Bari zucchine a 6 euro e niente latte

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Viabilità scorrevole in Puglia per gli automobilisti nonostante in alcune zone permangano i presidi messi in atto dagli autotrasportatori per protestare contro i rincari del carburante. Sulla tangenziale, a Bari, in prossimità dello svincolo per Poggiofranco, direzione Sud, a margine della strada, continuano a manifestare i conducenti di tre mezzi pesanti. A Corato, nell’area di servizio ‘Gallò, si registra la presenza di una trentina di automezzi; dieci invece i tir sulla strada provinciale 231 per Canosa. A causa delle manifestazioni degli autotrasportatori, sulla A14 Adriatica restano chiuse per i veicoli merci le entrate di Poggio Imperiale, San Severo, Andria e Foggia. Altri presidi sono sulla statale 16 in agro di Cerignola (FG) e, infine, si registra un presidio sulla statale 100, nei pressi di Mottola (TA). Il prefetto di Bari, Mario Tafaro, ha vietato “con effetto immediato” e fino al prossimo 27 gennaio compreso, “assembramenti non autorizzati di automezzi lungo tutta la rete stradale ed autostradale della provincia”. “Assembramenti che -si legge nell’ordinanza – possano creare impedimenti per la circolazione stradale e comprometterne la sicurezza, nonchè determinare l’interruzione di servizi pubblici essenziali, qualora venga impedito il regolare transito di quegli automezzi destinati all’approvvigionamento di beni di prima necessità e dei prodotti energetici indispensabili alla tutela dei beni di cui alla lettera a dell’art.1 comma 2 lett. A della legge 146/90”. Ai trasgressori saranno applicate sanzioni.

Nell’ordinanza si sottolinea che “la situazione, allo stato, è in via di netto miglioramento, pur presentando il permanere di presidi realizzati con mezzi pesanti”.

Zucchina d’oro appunto, con un costo al chilo aumentato di cinque volte. La sorpresa al mercato ortofrutticolo più grande della città: Santa Scolastica. Massaie naturalmente imbufalite. Dall’euro e cinquanta a cinque/sei euro.

Chi ci ha marciato? Gli ambulanti puntano il dito contro i grossisti. “Le acquistiamo a non meno di quattro euro al chilo. Per guadagnarci qualcosa siamo costretti ad un super ricarico, pur rendendoci conto che non è giusto”. Eppure tra i banchi della mitica zucchina c’era anche chi la vendeva a ricarico zero: quattro euro appunto, “insomma un affarone”, contro i cinque, cinque e cinquanta, anche sei dei vicini.

Invariato invece il prezzo degli agrumi, mandarini e arance. A sottolineare come la “speculazione” si sia abbattuta soprattutto sulla verdura. Con il risultato che “l’invenduto” è aumentato a dismisura. È la crisi. Del resto è rientrata anche la corsa all’accaparrarsi i beni “di prima necessità” che pure era scattata tra i baresi nella serata di lunedì in seguito al protarsi dei blocchi degli autotrasportatori. Situazioni denunciate anche dalla Coldiretti che pur riconoscendo come “l’agroalimentare sia il settore che maggiormente risente dei ritardi e della perdita di opportunità commerciali, a cui si aggiungono la distruzione e il deprezzamento che subiscono prodotti deperibili, quali latte, carne, frutta e verdura”, ha messo sotto accusa “le speculazioni sui prezzi dei prodotti agricoli che si stanno registrando in queste ore, aumentati ingiustificatamente con la scusa dello sciopero dei Tir”. E non solo, per scongiurare il rischio della spesa capestro è partita una controiniziativa. “I mercati di Campagna Amica e le aziende agricole socie – dice il presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni – sono stati letteralmente presi d’assalto dai cittadini-consumatori perché i prezzi dei nostri prodotti sono rimasti inalterati, rispetto a quelli di altri esercizi commerciali e mercati rionali letteralmente decuplicati, a danno dei consumatori”.