Non si sgonfia il caso Maroni nella Lega Nord

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Bagno di folla per Umberto Bossi ma anche fischi per il mancato comizio di Maroni. E pure tra parole di unità continuamente ribadite, non arriva nemmeno la stretta di mano tra l’ex ministro dell’Interno e l’ex capogruppo Reguzzoni. Tra le centinaia di cartelli contro il governo dei professori, i big del partito sono arrivati sul palco da dove il senatur si è scagliato contro il governo Monti e ha ribadito l’unione ritrovata all’interno della Lega.

La folla in Piazza Duomo ha urlato più volte  “Maroni, Maroni” chiedendo che l’ex ministro prendesse la parola. Ma Bossi ha preso tempo. A quel punto dalla piazza si è alzata una selva di fischi all’indirizzo del senatur. Malgrado l’auspicio del leader, l’abbraccio tra l’ex ministro e Reguzzoni, non c’è stato. Anzi, i due non si sono neanche stretti la mano. L’ex capogruppo alla fine del comizio si è avvicinato a Maroni, senza però riuscire a scambiare un saluto.

“Siamo un partito vivo e vivace. A Varese ho visto grande passione, a me piace la Lega delle passioni, del tutti uniti”, ha detto Maroni che ha garantito che con il leader del Carroccio, Umberto Bossi, non ci sono problemi. “Siamo un partito vivo, vivace, non di cartapesta” ha aggiunto l’ex titolare del Viminale. E su Dozzo: “Sono soddisfatto, ma l’ho già detto, è un militante di lunga data, un ottimo politico. Siamo amici da tempo e farà bene come capogruppo”, ha aggiunto Maroni. “Difficile” è, per l’ex ministro dell’interno, l’ipotesi di elezioni anticipate. A chi gli ha chiesto se si andrà a votare, Maroni ha replicato: “spero di sì, ma mi pare difficile” e ha spiegato i motivi della manifestazione di oggi: “Siamo qui – ha detto – per protestare contro un Governo che mette solo tasse, che risparmia i grandi poteri delle liberalizzazioni. Diciamo queste cose in piazza oggi con la forza del nostro popolo”.