Mommo e Nicolina Rombolà nella commedia umana

È un po’ tutta l’umanità, con i dolori e le gioie, i vizi e i pregi, le debolezze e le certezze, ad essere come fotografata in quest’ultima fatica letteraria di Mommo e Nicolina Rombolà. E la fotografia narrativa appare sbiadita, in bianco e nero, o forse in tonalità seppia, come le vecchie foto di una volta, quelle che si ritrovano spesso nei cassetti dei mobili antichi e si guardano con nostalgico gusto. È un mondo scomparso, sono dei valori estinti, delle persone morte, dei comportamenti ancestrali quelli che sono immortalati nei racconti e che vengono rimpianti e stigmatizzati quasi allo stesso modo, quasi allo stesso tempo, lasciando al lettore la sensazione che lui stesso debba decidere cosa far credere ai protagonisti delle varie vicende. Le poesie, infine, fanno da cornice alla fotografia, la classica cornice bianca; bianca, appunto, come solo la poesia sa essere.

Mommo Rombolà, nato a Brattirò di Drapia, alterna il suo vivere tra il paese natio, ove l’ispirazione trova alimento da quel mondo contadino a cui è particolarmente legato, e Vibo Valentia, città dove da anni risiede. Gli studi classici, la laurea in Giurisprudenza, il servizio militare da ufficiale, il soggiorno in Francia, a Parigi soprattutto, e poi il lungo insegnamento hanno sviluppato e affinato la naturale sensibilità letteraria e artistica che egli ha trasfuso nelle sue diverse opere.

Nicolina Rombolà è nata a Brattirò di Drapia. Laureata in Lettere Classiche alla Università di Messina col massimo dei voti, ha dedicato tutta la sua vita professionale all’insegnamento, profondendo nella scuola le sue incomparabili doti di umanità e di cultura.

Il libro, edito dalla Meligrana Editore di Tropea (VV), sarà presentato domenica 11 dicembre, alle ore 17:00 presso la ex Scuola Media (sede Associazione Enotria) a Brattirò di Drapia nel Vibonese.

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