Il tributo italiano nella campagna di Russia

La celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia nel nostro paese merita un plauso sincero. Il contributo dei combattenti che abbandonarono il focolare domestico per un supremo ideale trova in Dante l’appropriata definizione: “Libertà va cercando, ch’è sí cara, / come sa chi per lei vita rifiuta” (Purg. I, 71-72).

 I nostri militari, sacrificando la propria vita, realizzarono l’ideale espresso dall’artista polistenese Francesco Jerace (1853-1937): “Patisco d’amor patrio, soffro di sentimentalità per il glorioso nostro passato, mi cruccio dell’abbandono in cui siamo caduti e tenuti… e specialmente cerco di far apparire nobile, grande e bella la nostra Calabria, anche quando è giustamente accusata”.

 Durante la mia carriera d’insegnante ho diverse volte commemorato, con i colleghi dell’intero plesso scolastico, i nostri Caduti in guerra coinvolgendo i Cavalieri viventi di Vittorio Veneto, le autorità ed i cittadini.

 Il “Filo diretto” de “Il Bollettino” – mensile dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra con sede a Roma (Anno LXX – N. 10/11) – Ottobre/Novembre 1988) ha sottolineato la nostra iniziativa del 70° anniversario della Vittoria.

 In precedenza, il 5 novembre1974 dalle colonne de “Il Tempo” di Roma (Anno XXXI – n. 302) avevo scritto:

“Dopo le onoranze ai Caduti della Città di Taurianova, con vero disappunto dobbiamo rilevare la mancanza di un monumento che ricordi gli eroici combattenti di S. Martino. Sono parecchi, infatti, i soldati del generoso paese che, durante il primo conflitto mondiale, immolarono la loro vita per la grandezza della Patria. Si ritiene urgente erigere per essi almeno una stele nel luogo natale […]”.

 Oggi, grazie all’opera assidua e scrupolosa di Rocco Carpentieri, possiamo finalmente rendere giustizia ai nostri numerosi combattenti.

 Visionando l’albo d’oro della prima guerra mondiale (edito nel 1930 dal Ministro della Guerra), il nostro giovane concittadino ha registrato i nomi dei militari di Jatrinoli e selezionato, quindi, quelli di S. Martino di Taurianova.

Per non incorrere in errori, Rocco Carpentieri ha controllato i connotati personali dei Caduti nel registro delle nascite della locale Parrocchia.

Per quanto riguarda i militari del secondo conflitto mondiale sono stati esaminati i documenti e le lettere custoditi dalle famiglie, nonché ascoltato le testimonianze delle stesse.

Così, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia verrà ricordato come un evento straordinario. L’Associazione Socio Culturale “Castello” Onlus di S. Martino, con il patrocinio del Comune di Taurianova, il 4 novembre 2011 deporrà una lapide commemorativa presso il monumento di Largo Kennedy con i nomi che seguono (in ordine alfabetico).

Caduti della prima guerra mondiale: Giuseppe Albanese (anni 20), Diego Carrozza (anni 23), Vincenzo Chirico (anni 28), Domenico Ciano (anni 20), Francesco Ciano (anni 38), Francesco Antonio Ciano (anni 24), Giuseppe Condello (anni 32), Vincenzo Cordì (anni 20), Francesco Cutrì (anni 22), Sebastiano De Marco (21 anni), Salvatore Falleti (19 anni), Salvatore Frazzica (anni 25), Salvatore Furina (anni 20), Antonio Garreffa (anni 26), Giuseppe Mammoliti (anni 20), Rocco Parisi (anni 34), Vincenzo Salvatore Parisi (anni 23), Luigi Politi (anni 28), Bruno Romeo (anni 22), Angelo Scali (anni 27), Domenico Scarfone (anni 30), Pasquale Scarfone (28 anni), Vincenzo Sicari (anni 24) e Francesco Ventrice (anni 26).

Caduti della seconda guerra mondiale: Natale Caminiti (anni 20),  Domenico Cammarere (anni 22), Pasquale Carpentieri (anni 23), Salvatore Carrozza (anni 34), Giuseppe Chirico (anni 31), Martino Frazzica (anni 24), Santo Galluccio (anni 22), Salvatore Nicola Laganà (anni 28), Vincenzo Lollio (anni 20), Domenico Politi (anni 30), Martino Principato (anni 26), Salvatore Ruffo (anni 27), Salvatore Scordo (anni 21), Gaetano Sorace (anni 34), Martino Trimarchi (anni 21) e Martino Zoccali (anni 39).

Alle famiglie dei quaranta Caduti verrà consegnata una medaglia ricordo con il nome del loro congiunto.

Emblematica risulta la citazione riportata nell’invito della manifestazione:

“Da oggi, fino alla fine del mondo, noi che siamo qui verremo ricordati. Noi pochi fortunati, noi banda di fratelli. Perché colui che oggi è con me e versa il suo sangue sul campo, colui è mio fratello”. (Da “Enrico V” di William Shakespeare).

 

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