Vibo Valentia, consiglio straordinario contro l’abolizione della Provincia

Il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, ha promosso la convocazione di un consiglio straordinario contro l’ipotesi di abolizione dell’Ente prima che cominci la discussione al Senato. “Occorre convocare un Consiglio provinciale straordinario e aperto prima che inizi la discussione al Senato sulla nuova manovra economica che contiene la norma sull’abolizione delle piccole province”. Francesco De Nisi in queste ore sta mobilitando le forze politiche e sociali vibonesi, affinché partecipino all’Assemblea con all’ordine del giorno l’ipotesi di cancellazione dei confini provinciali che si terrà venerdì 19 agosto alle ore 09:00. “Lunedì 22 agosto il decreto approderà  in Commissione al Senato per l’avvio del confronto parlamentare – spiega De Nisi -. Per allora dovrà essere chiara l’opposizione dei vibonesi all’potesi di abolizione della Provincia, focalizzando l’attenzione sulle conseguenze negative che ciò avrebbe per l’intero territorio. Molto importante per questo dibattito potrebbe essere ascoltare l’intervento dell’ex senatore Antonino Murmura, padre fondatore della Provincia di Vibo Valentia, che sicuramente non farà mancare il suo contributo alla discussione, che auspico quanto più ampia e partecipata possibile – continua -. Ecco perché invito tutti a intervenire: cittadini, sindaci, segretari provinciali e regionali di partito, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria delle forze produttive, ordini professionali,  Camera di commercio, dirigenti pubblici, parlamentari e consiglieri regionali. Insomma, tutti i soggetti pubblici e privati impegnati a vario titolo nello sviluppo e nella crescita del territorio, fino al presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, che mi auguro voglia partecipare per affiancarci in una battaglia che non ha colore politico, salvo quello sbiadito e fasullo della propaganda, perché riguarda l’applicazione concreta dei principi di decentramento amministrativo e sussidiarietà. In gioco non c’è soltanto l’abolizione di un Ente, motivata da un presunto risparmio economico – conclude De Nisi – ma il futuro stesso del Vibonese, che con la cancellazione dei confini provinciali tornerebbe a essere l’estrema e dimenticata periferia di Catanzaro, perdendo una lunga serie di servizi e presidi territoriali che esistono soltanto su base provinciale, a cominciare dai primi baluardi contro la criminalità rappresentati dalla Questura e dai Comandi di Carabinieri e Guardia di Finanza”.

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