CapoArte, spole editoriale il filo delle parole

Ideata e curata da Nicola Rombolà, presidente dell’associazione culturale Alighistos, un impegno per la diffusione dei valori umani, etici, storici e culturali, che contrassegna l’azione dell’associazione, in collaborazione con il direttore artistico di CapoArte Andrea Naso e dell’associazione Dracma, vuole essere un’esperienza laboratoriale che coniuga la forza catartica della parola alla primigenia vocazione comunicativa orale della stessa: per far rivivere il testo scritto in un contesto di rievocazione e suggestione verbale simbolica, con sullo sfondo le mitiche isole del dio Eolo, ma anche richiamando alla fantasia il mito di Arianna e Penelope, spole tra archetipo, parola, storia, memoria e re-citazione, dentro uno spazio scenico ricco di fascino, quello di Torre Marrana. Martedì 2 agosto si apre il cartellone con una prima nazionale, Kroton Lokroi e la barca di Enea (progetto e drammaturgia di Giorgio Albertazzi, produzione originale per il Magna Graecia Teatro Festival), introdotta dalla presentazione (ore 19:30) del romanzo Leonzio Pilato di Santo Gioffré. Un incontro con questo straordinario e poco conosciuto personaggio, originario di Seminara, primo traduttore dell’Iliade e dell’Odissea, che ebbe come allievi Boccaccio e Petrarca. Nel libro Gioffré ricostruisce la sua vicenda tragica e affascinante, che lo vide prima allievo del grande Baarlan e poi girovago ricercatore e insigne maestro di Greco e della cultura ellenica, facendo la spola tra oriente e occidente, tra mondo greco e mondo latino. Leonzio Pilato fa parte di una trilogia che Santo Gioffrè ha dedicato alle vicende storiche e culturali della Calabria. Con Mondadori ha pubblicato il fortunato romanzo Artemisia Sanchez, da cui è stata tratta l’omonima serie televisiva su Rai Uno, e di recente Terra Rossa, per i tipi della Rubettino. L’immagine della spola richiama l’arte della tessitura, del textus, da cui è derivato il termine testo, come tessuto, intreccio linguistico. Il telaio rappresenta il simbolo-immagine della Calabria e degli intrecci della sua storia. L’iniziativa tende a ritessere un filo, di entrare nella trama della scrittura e degli scrittori, attraverso la ‘spola-parola’, tra parola scritta, parlata e re-citata. Ma anche il desiderio di dare risonanza all’archetipo che abbiamo ereditato dal mito, rievocando un famoso articolo di Giuseppe Berto Il mare da dove nascono i miti scritto nel 1956 (10 agosto) sul Il Giornale d’Italia, per raccontare il primo incontro con questi luoghi e in particolare con Capo Vaticano che ne è diventato il suo mito e il suo archetipo. Nel nostro caso il mito che rievoca il filo della Parola-Spola è quello di Arianna, che nasce nell’isola di Creta, intorno al famigerato labirinto, sede del Minotauro ucciso da Teseo; ma anche quello, più vicino a noi come immaginario collettivo e come geografia teatrale delle vicende, della tela di Penelope e del ritorno di Odisseo nella sua Itaca. Il luogo dove sorge Torre Marrana è carico di queste suggestioni, a partire dalla sfondo con le mitiche isole Eolie e Spole editoriali ha questa ambizione: liberare la fantasia, la memoria e l’esistenza reclusa nei dei tanti labirinti, per restituirla alla bellezza del mito, del sogno, del desiderio e ritornare all’immagine della mano che spinge la spola dei pensieri e della scrittura, ma anche quella più importante, del dialogo tra le persone, in un rapporto tra parola e teatro, tra scrittura e re-citazione, tra ideale e reale. In questa prima edizione di Spole editoriali, sperimentale e laboratoriale e dedicata emblematicamente a Giuseppe Berto e al suo Il mare da dove nascono i miti, sono stati invitati Santo Gioffrè, con l’opera Leonzio Pilato (2 agosto) il primo traduttore dell’Iliade e dell’Odissea dal greco al latino, originario di Seminara; Francesco Bevilacqua, con il suo Genio Loci (7 agosto) un inno a custodire la sacra bellezza e lo spirito del luogo del paesaggio e della natura; Antonio Pugliese con L’artista solitario (16 agosto) un viaggio nell’arte sgorgata allo stato puro dalle mani del padre Giuseppe; Anna Maria Garufi e Saverio Di Bella con Il sangue e il  sole. Partigiani del Mezzogiorno 1943-45, (26 agosto) per la ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia, un libro di lettere e di testimonianze di giovani che hanno donato il loro sangue per la luce della libertà; infine un libro di poesie, con due poetesse, Sonia Demurtas e Marcella Mellea, a chiudere questa mini rassegna di Spole editoriali, che ci propongono un “viaggio nel cuore”, nel cardium per risentire le corde della lira poetica della Punica Granatum.

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