Nardò, sospesa la raccolta dei pomodori protesta dei raccoglitori

Centinaia di immigrati, impiegati come raccoglitori, hanno inscenato uno sciopero. È il giorno dopo l’assemblea autogestita alla masseria Boncuri, funestato dalla morte improvvisa di un tunisino di 34 anni, e diverso dai precedenti per la calma surreale che regna nelle campagne. Il danno economico derivante dallo sciopero potrebbe essere enorme, perché gli italiani da anni non fanno questo genere di lavoro, gli extracomunitari lo capiscono e, forti di questa certezza, cercano una trattativa con la parte datoriale. L’obiettivo dichiarato è il rispetto del contratto provinciale di lavoro per l’agricoltura, che prevede un tariffario preciso per la raccolta di pomodori: 5,92 euro a ora e 38,49 a giornata (6 ore e 30). La realtà, invece, parla di cifre molto diverse: 3,50 euro a cassone, praticamente la metà del previsto. Alla paga già ridotta si deve poi sottrarre la mazzetta da versare al caporale per entrare a far parte dei gruppi che quotidianamente vanno sui campi (da 3 a 5 euro) e il prezzo da pagare per essere portati sui luoghi di lavoro (3 euro). Alla miseria retributiva si aggiunge il fatto che gli “ingaggi” legali sono pochissimi (circa 120 contando anche le persone già impiegate nella raccolta delle angurie), che la maggior parte del lavoro viene svolto in nero, che l’assistenza sanitaria è inesistente e i contributi previdenziali pure. La situazione è esplosiva e connotata da profili di evidente illegalità. Questioni su cui la Cgil punta il dito, tramite la segretaria confederale Antonella Cazzato, che stigmatizza “la scarsità dei controlli sui campi” insieme “alla poca disponibilità da parte delle istituzioni e all’evidente disinteresse della politica” rispetto alla questione Nardò. Senza dimenticare una frecciatina all’Asl, “che dovrebbe spiegare come mai non è stato rispettato l’impegno preso a giugno di dotare la masseria Boncuri di acqua calda”, e una ai datori di lavoro “che non hanno contatto con i raccoglitori e affidano ai caporali la completa gestione degli ingaggi”.

Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin