Per la Roma un futuro più stabile nel tempo con DiBenedetto

Il closing, inizialmente previsto per il 29 luglio, è slittato ma il buon esito della trattativa non è a rischio. Il lavoro incessante dei manager americani e della banca ha portato ad un nuovo accordo – diverso da quello siglato a Boston il 15 aprile scorso ma reso necessario dalla situazione economica della Roma, peggiore rispetto alle previsioni – che garantisce alla società giallorossa un futuro a breve termine molto più stabile. Una fumata bianca attesa, dopo i pesanti dissapori degli ultimi giorni tra la banca e gli imprenditori americani, che si sono ritrovati a festeggiare ieri sera in un hotel in pieno centro l’avvenuta intesa. “L’accordo è stato siglato – ha dichiarato Sean Barror, uno dei due manager (l’altro è Mark Pannet) del Raptor Fund di James Pallotta – ed è in atto. Quando si vende un grande club non si forniscono dettagli ma ora siamo pronti: abbiamo grandi ambizioni”. L’accordo economico è totale ed è stato raggiunto sulla base di una ricapitalizzazione che sfiora i 100 milioni di euro (il 60% a carico degli americani e il 40% della banca), quasi il triplo rispetto ai 35 previsti. Un’iniezione di denaro fresco che consentirà alla Roma di poter sopravvivere per i prossimi anni senza essere vincolata ai risultati sportivi (qualificazione alla Champions) o ai soldi dei diritti televisivi. Lo slittamento è dovuto alla necessità di riscrivere daccapo i contratti, per questo l’accordo sarà perfezionato il 18 agosto con l’effettivo passaggio da Roma 2000 (la società che attualmente controlla l’As Roma) a Neep Roma Holding (la newco costituita al 60% dagli americani e al 40% da UniCredit) del 67% delle azioni della Roma. Thomas DiBenedetto, che rimarrà nella capitale fino al 5 agosto, non sarà presidente prima di settembre anche se dopo il closing potrebbe essere cooptato all’interno del cda della Roma, come è già successo all’a.d. Fenucci e all’avvocato Baldissoni. In attesa dell’ufficialità del passaggio societario, vanno avanti le operazioni di mercato. Vucinic è praticamente un giocatore della Juventus. Ieri Walter Sabatini e Beppe Marotta, dopo cinque ore di colloquio, hanno trovato l’accordo per il trasferimento del montenegrino in bianconero per 15 milioni di euro. Una cifra che la società giallorossa vorrebbe “cash”, mentre la Juventus ne propone 12 subito e 3 di bonus. Particolari, perché le parti si incontreranno di nuovo tra domani e lunedì per mettere nero su bianco il passaggio alla Juventus del calciatore, che ieri non si è allenato (per precauzione) con gli ormai ex compagni di squadra. I soldi ricavati dalla cessione di Vucinic saranno reinvestiti per arrivare a uno tra Nilmar (dichiarato incedibile dal presidente del Villarreal) e Douglas Costa. Sabatini continua a tenere sotto controllo anche Shaqiri del Basilea e Ramirez del Bologna. Per il centrocampo sono sempre caldi i nomi di Lucho Gonzalez del Marsiglia e Poli della Sampdoria (potrebbe arrivare in comproprietà). Maarten Stekelenburg è atterrato ieri sera a Roma insieme al suo agente Robert Jansen e questa mattina sosterrà le visite mediche al Policlinico Gemelli. Risolti tutti i problemi tra l’Ajax e la Roma, che ha prodotto le garanzie richieste dagli olandesi. Dopo le visite mediche Stekelenburg firmerà il contratto che lo legherà alla società giallorossa per i prossimi 4 anni.

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