«Sembriamo carne da macello». Lo sfogo di Ada Cosco dal Pronto soccorso di Catanzaro: «Due medici, vergognatevi»

«Avrei mai potuto immaginare di trasmettere in diretta dal Pronto soccorso di Catanzaro?». È con queste parole che la giornalista Ada Cosco, che su Radio Amore Catanzaro conduce dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 9 la popolare trasmissione SOS Donna, ha affidato a una diretta il suo durissimo sfogo dall’ospedale “Renato Dulbecco”, denunciando una situazione che, a suo dire, avrebbe raggiunto livelli «vergognosi».

La giornalista punta il dito soprattutto contro le condizioni di attesa dei pazienti e contro la carenza di personale medico.

«C’è gente che qua aspetta da ore e noi siamo qui ad aspettare come degli animali», afferma Cosco nel video. Poi si rivolge direttamente al presidente della Regione Calabria: «Due medici. Vergognatevi. È solo una vergogna, sembriamo carne da macello».

Parole durissime, pronunciate mentre la giornalista racconta la situazione che sta vivendo all’interno del Pronto soccorso.

«Non è possibile che un Pronto soccorso regionale possa sopperire a tutta questa gente», denuncia ancora Cosco, definendo quanto sta osservando come «mala sanità».

Il suo sfogo diventa poi un appello alla protesta: «Dobbiamo ribellarci, perché non è giusto che ci sia gente fuori che sta aspettando da stamattina. C’è gente che veramente sta soffrendo».

E infine l’attacco diretto al presidente della Regione: «Venite a trovarci. Venite a trovarci in questo posto solitario».

Una denuncia affidata alla rete e accompagnata da parole ancora più pesanti: «Forse il cimitero è molto, ma molto più confacente».

Il Pronto soccorso dell’AOU “Renato Dulbecco” dispone di una pagina ufficiale nella quale vengono pubblicati gli accessi e i tempi medi di attesa, aggiornati in tempo reale. La denuncia di Ada Cosco pone dunque nuovamente sotto i riflettori uno dei nodi più delicati della sanità calabrese: l’affollamento dei pronto soccorso e la disponibilità di personale necessario a garantire assistenza e tempi adeguati ai cittadini.

Ora resta da capire se alle parole della giornalista seguiranno risposte da parte dell’Azienda ospedaliera e della Regione Calabria.