Alitalia Cai ha chiuso il secondo trimestre con un utile operativo (ebit) di 17 milioni di euro

Un risultato migliore rispetto alla perdita di 14 milioni dell’anno scorso, che consente di ridurre la perdita operativa del primo semestre a circa 69 milioni. Nella prima metà del 2010 la compagnia aveva accusato una perdita operativa più alta, pari a 129 milioni. A livello di risultato netto nel secondo trimestre la compagnia resta in perdita, circa 5 milioni rispetto ai 33 milioni del secondo trimestre 2010. Questo porta a 94 milioni di euro complessivi la perdita netta semestrale, inferiore al rosso di 164 milioni nella prima metà del 2010. I ricavi totali sono aumentati del 7% a 1.561 milioni. Il consiglio di amministrazione che ieri ha approvato la semestrale “ha espresso soddisfazione sia per i risultati ampiamente in linea con gli obiettivi che per le prospettive della seconda parte dell’anno che – rileva una nota della società – consentono di confermare l’obiettivo di pareggio operativo per l’anno in corso”. Secondo il documento riservato sui lineamenti di budget 2011, datato 16 dicembre 2010, per quest’anno il budget prevede una perdita operativa di 29 milioni e una perdita netta di 109 milioni, con 3.690 milioni di ricavi complessivi, in crescita del 12,7% sul 2010. Il consuntivo presentato dall’amministratore delegato, Rocco Sabelli, è stato definito un “risultato straordinario” dal presidente Roberto Colaninno. I risultati dichiarati dalla compagnia sono migliori di quelli del partner Air France-Klm, che nel trimestre aprile-giugno ha accusato una perdita operativa di 145 milioni. Va meglio invece il gruppo Lufthansa, che nel primo semestre ha dichiarato un utile operativo di 3 milioni, inferiore alle attese ma migliore di 174 milioni rispetto al 2010. Nel primo semestre Alitalia ha trasportato 11,2 milioni di passeggeri (+5,7% rispetto al primo semestre 2010) con un coefficiente di occupazione (load factor) pari al 68%, «in linea» con l’anno scorso. La puntualità è migliorata di sei punti all’88 per cento. Il recupero dei conti non è stato accompagnato da un incremento delle quote di mercato, che è un obiettivo di Alitalia. Secondo i dati Assaeroporti, nei primi cinque mesi negli aeroporti italiani il traffico è aumentato del 9,2% rispetto al 2010. Giugno ha una crescita in linea con questi tassi. Poiché Alitalia dichiara una crescita dei passeggeri del 5,7%, la sua quota rispetto al mercato italiano si è quindi ridotta. Secondo fonti confidenziali, la quota di mercato nazionale di Alitalia sarebbe diminuita di circa due punti al 48,5%, ma la compagnia non conferma. A Fiumicino la quota sarebbe scesa di un punto al 47,4%, a malpensa dimezzata al 9,3. Alitalia sottolinea che il miglioramento dei risultati economici “è ancora più significativo” per i fattori negativi del periodo, l’aumento del costo del carburante e le crisi del Nord Africa e in Giappone. Hanno contribuito alla crescita delle entrate i “ricavi ancillari grazie a importanti partnership commerciali di lungo termine, basate sulla valorizzazione del brand e della base clienti del gruppo”. Alitalia non ha reso noto l’importo di questa voce, stimabile in alcune decine di milioni di euro, comprensiva di entrate una tantum, di tipo straordinario. Nel cda è entrato Davide Maccagnani al posto del dimissionario Corrado Fratini. Maccagnani è socio di Alitalia attraverso Macca srl, che il 14 giugno ha aumentato la partecipazione in Alitalia dall’1,24 all’1,42%, comprando azioni da Ottobre 2008 srl, la società di Intesa Sanapaolo che in maggio ha rilevato la quota ceduta dalla Fingen dei fratelli Fratini.

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