Gioia Tauro Porto, i sindacati confederali esultano per il si all’accordo con Mct

Ha vinto il si’ con 486 voti contro il no che ne ha ottenuti 351 a conclusione del referendum indetto tra i lavoratori del Porto di Gioia Tauro sull’ipotesi di accordo raggiunta mercoledi’ tra i sindacati (tranne il Sul) e la Mct sull’applicazione degli esuberi e sui criteri con i quali applicare la cassa integrazione. I votanti sono stati 846, gli astenuti 211, le schede bianche 4 e le nulle 5. ”In un clima teso e a volte esasperato – ha dichiarato Annibale Fiorenza, segretario generale della Fit Cisl – il coraggio e l’impegno dei dirigenti e attivisti della Fit Cisl, Filt Cgil, Uil e Ugl e’ stato premiato. Adesso guardiamo avanti per uscire dalla crisi e pretendere interventi del porto e del retroporto”. L’accordo è in fase di ratifica alla Regione Calabria, al tavolo convocato a Catanzaro dalla vicepresidente della giunta Antonella Stasi. L’accordo prevede aspetti tecnici della cassa integrazione, che sara’ a rotazione per i lavoratori, e una parte istituzionale che, partendo dall’Apq siglato dalla Regione Calabria con la previsione di interventi infrastrutturali che migliorano la logistica, vadano nella direzione del rilancio del porto di Gioia Tauro, nel rispetto degli impegni assunti in sede di confronto nazionale. Entro settembre sara’ riconvocato il tavolo interministeriale, ricordano i sindacati, soddisfatti per l’esito del referendum. ”C’e’ stata un’adesione molto alta. Abbiamo scongiurato -commenta Antonino Calogero della Cgil Piana- un tentativo della riduzione dei diritti inizialmente previsto nella prima parte della trattativa. Ora aspettiamo il rispetto degli impegni assunti per il rilancio di Gioia Tauro”.

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