Gioia Tauro, l’ultimatum della Mct prendere o lasciare

Mct ha dato segnali di apertura con l’accoglimento della rotazione a determinate condizioni. Ma ai sindacati la cosa non va giù. La media di movimentazioni orarie molto alte richieste, la previsione di verifiche trimestrali per coloro che non hanno una resa accettabile, l’inserimento di clausole valutative che tengono conto dei richiami, della malattia, dei procedimenti disciplinari, hanno ben presto trasformato il clima di soddisfazione che aleggiava in rabbia e soprattutto in insoddisfazione. La Mct non intende più indietreggiare, la classe di vertice del gruppo Contship ha già ceduto a diverse richieste. Un documento aziendale che indica gli esuberi è stato già in linea di massima fornito. Da 467 si è scesi a 416. Il numero è frutto di una volontà aziendale di non esternalizzare completamente alcuni settori. Ecco nel dettaglio le aree aziendali che saranno oggetto di collocamento in cassa integrazione straordinaria: nel settore operativo 357 esuberi; in quello indirettamente operativo (direzione tecnica, programmazione e manutenzione mezzi) 36 eccedenze; infine nella sezione amministrativa soltanto 23 esuberi su 85 addetti al 30 giungo scorso. E adesso scricchiola vistosamente anche l’altro terminalista, la Blg. La crisi dei traffici delle autovetture hanno mandato in difficoltà anche l’azienda di De Bonis. Sullo sfondo c’è la partita a scacchi, con il gruppo Aponte (Msc) che ha manifestato la volontà di impegnarsi in prima fila, prendendo le redini del porto. A quali condizioni? Con o senza Mct? Interrogativi che ancora rimangono sospesi a una trattativa che deve ancora maturare.
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