Genova, ore di panico la benzina sgorga dalla strada

Un grosso tubo rotto per errore durante dei lavori stradali, per gettare Genova nel caos. Si tratta di un tubo sotterraneo utilizzato per il pompaggio della benzina tra Porto Petroli e il deposito a Fegino della Iplom. Sono sfuggiti dalla condotta decine di migliaia di litri di benzina che si sono riversati in strada. Uno zampillo di benzina si è alzato dall’asfalto formando una grossa pozza infiammabile che ha allagato la strada nella zona di Sestri e sparso nell’aria un odore nauseabondo. Il tubo spaccato ha un diametro di 28 pollici, circa 70 centimetri di diametro. Imponente la quantità di benzina sfuggita dalla condotta: una scintilla avrebbe potuto provocare un disastro. E’ scattato subito un piano d’emergenza. Chiuse al traffico le strade intorno al cantiere: via Albareto, via Puccini, via Soliman. Interrotta in entrambi i sensi di marcia anche via Merano. Evacuati alcuni capannoni industriali e due palazzi, il civico 2 di via Sant’Alberto e i civici 37 e 38 di via Merano. Centoventi sono state le persone costrette a lasciare casa. La gente è stata accompagnata lontano dal cantiere; i più anziani e i malati sono stati aiutati dai volontari della pubblica assistenza. A disposizione degli sfollati, un autobus dell’Amt con aria condizionata. Un punto di accoglienza per le persone sfollate è stato allestito nella palestra  della scuola Carducci. Sospesa l’energia elettrica ai cantieri navali di Sestri Ponente. Anche la ferrovia tra Voltri e Sestri Ponente è stata interrotta: treni fermi 4 ore lunedì, dalle ore 16:50 alle ore 20:50. Il casello di Pegli, in direzione Sestri Ponente, è stato chiuso per qualche ora, originando lunghe code  sull’autostrada A10 intorno a Pegli. Il traffico è tornato alla normalità in serata. Per precauzione via Bressanone è stata ricoperta da un palmo di schiumogeno mentre squadre di pompieri si dislocavano agli angoli delle strade intorno al cantiere con le manichette d’acqua. La trivella era rimasta conficcata nel tubo. Non era possibile accendere il motore del camion per estrarla perché sarebbe bastata una scintilla o il calore della marmitta ad innescare la bomba. Riunito il comitato d’urgenza della Protezione Civile, presieduto dall’assessore alla sicurezza del Comune Francesco Scidone per coordinare le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. L’allarme è cessato sei ore dopo. Gli sfollati hanno potuto rientrare in casa e lentamente il traffico dei treni e delle auto ha ripreso a muoversi. La trivellazione che ha causato il danno nella tubazione di proprietà della Seapad spa, era stata ordinata per la posa di alcuni tubi del gas. Alla guida dei lavori stradali, una ditta in subappallato per conto della Iren. Chiusa la valvola che alimentava il flusso di benzina nella condotta, i tecnici hanno immesso nella tubazione acqua per “lavare” i tubi e poi procedere alla riparazione.

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