San Gregorio Matese, giallo sul sadico killer di lupi

La Forestale di San Gregorio Matese ha scorto un sacco nero ai margini del bosco di Castello Matese. Conteneva una lupa di cinque anni, uccisa da un proiettile e imbustata come se fosse un rifiuto. La carogna è stata inviata al centro di recupero della fauna selvatica di Napoli, che ha sede al Frullone ed è promosso dalla Asl Napoli 1 in collaborazione con la Facoltà di Veterinaria della Federico II. Dove, dice Pasquale Raia, veterinario e responsabile per le aree protette di Legambiente Campania, sarà prelevato il dna e sarà tenuta in custodia giudiziaria. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto una inchiesta, naturalmente, perché uccidere i lupi è un reato. Quello perpetrato nella notte tra giovedì è venerdì lo è anzi due volte. La prima perché è stato ammazzato un animale protetto, di cui è vietata la caccia. La seconda perché chi ha sparato lo ha fatto al di fuori della stagione venatoria. Non è la prima volta che si verificano episodi simili. “Nella stessa zona – racconta Raia – qualche anno fa fu avvelenato un gatto selvatico. Proprio in questi giorni, è stato ritrovato ucciso un altro felino. Alcuni lupi, negli anni scorsi, sono stati ammazzati con polpette avvelenate. Si pone dunque il tema dei controlli in un’area di straordinaria valenza faunistica”.

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