Imperia, immotivata la classificazione di Legambiente Liguria

Legambiente Liguria consegna l’Oscar dell’insostenibilità e la Bandiera Nera dei nemici del mare al Comune di Imperia motivandolo con la mancanza della realizzazione del depuratore, evidenziando come Imperia sia l’unico capoluogo di provincia italiano sprovvisto, a oggi, di tale infrastruttura avendo, per contro, privilegiato la realizzazione di una gigantesca opera portuale, evidentemente più lucrosa. La replica dell’Amministrazione Strescino non si è fatta attendere. “Legambiente Liguria rappresenta, ormai conclamatamene, una costola di un chiaro orientamento politico e oltretutto rilascia affermazioni senza avere la dovuta cognizione – dichiara l’Assessore all’Ambiente Giovanni Amoretti. E’ doveroso puntualizzare come da un anno e mezzo il Comune di Imperia attenda i fondi stanziati dal Ministero dell’Ambiente, ma la cui erogazione spetta alla Regione, fondi a oggi non ancora trasferiti al Comune, rendendo di fatto impossibile procedere al completamento dei lavori. Se i fondi fossero giunti nei tempi previsti dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Finanze che ben specificano il Soggetto che doveva contrarre idoneo mutuo, ovvero la Regione, avremmo terminato l’opera. Nel caso specifico ritengo, quindi, doveroso informarsi prima di trarre conclusioni affrettate e in ogni caso non accetto che il Comune di Imperia venga tacciato di insensibilità verso l’aspetto Ambiente alla luce delle molteplici iniziative che vengono intraprese in questo senso. Ognuno può esprimere, mantenendo toni civili, le proprie opinioni, ma avendo almeno il buon gusto di parlare in qualità di soggetto politico e non da Associazione quando si affermano certi concetti…”. L’ingegner Giuseppe Enrico, dirigente all’Ecologia effettua un’accurata disamina. “Credo sia opportuno fare chiarezza, sgombrando il campo dagli equivoci. Mettere Depuratore e Porto sullo stesso piano è un errore piuttosto evidente, in quanto si tratta di due opere ben distinte. Per il Depuratore ribadisco come l’Amministrazione abbia espletato tutti gli adempimenti di propria competenza senza poter procedere al completamento dell’opera per il mancato arrivo dei fondi. A fronte di tutto ciò, mi preme sottolineare come Imperia, negli ultimi anni non abbia dovuto adottare provvedimenti inerenti ad alcun divieto di balneazione. Questo nonostante i puntuali, e continui controlli eseguiti da organi qualificati. L’aspetto che maggiormente mi amareggia – continua Enrico – e qui parlo in veste di direttore del Cea (Centro di Educazione Ambientale del Comune di Imperia, n.d.r.) è la mancata considerazione, che a fronte delle scarse risorse a disposizione e in modo assolutamente autonomo, il Cea ha provveduto, in collaborazione con l’Università di Genova, a realizzare uno studio volto alla pubblicazione di un Libro: “Ponente nel Blu”, testo nel quale sono stati illustrati, con attenzione e rigore scientifico i fondali del Sic marino di Capo Berta. Una pubblicazione che dimostra in primis il buono stato di salute generale dei fondali del comprensorio, con conseguente valorizzazione, e l’attenzione che viene rivolta all’aspetto Ambientale da parte del Comune di Imperia. Credo non sia azzardato affermare che tutto questo rappresenti un vanto perché non so quanti Comuni, in Italia, procedano su questa linea. Inoltre per i Sic marini dell’imperiese è stato proposto, a livello europeo, addirittura un ampliamento in modo da tutelare ulteriormente le nostre zone. Gli studi e l’attività in proposito sono stati presentati di recente in un convegno a Tavolara e la prossima settimana saranno illustrati a Plymouth in Inghilterra dove il Mare di Imperia sarà al centro dell’attenzione. Concludo con una battuta: se tutto quanto ho elencato è motivo di assegnazione di una bandiera nera…”. Sintetico e chiaro il Sindaco Paolo Strescino. “Non posso aggiungere altro a quanto espresso dall’Assessore Amoretti. Certe dichiarazioni sono puramente strumentali e riconducibili a un chiaro discorso politico, dove l’Ambiente diventa solamente il veicolo per allestire una campagna denigratoria fondata sulla scarsa informazione”.

Stefano Scianadra

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