Esplosione al Prenestino, Roma sotto choc: 29 feriti, fiamme altissime e paura tra i residenti
Un forte boato ha squarciato il silenzio della Capitale alle 8:18 di venerdì mattina, seguito da una colonna di fumo visibile da chilometri. A esplodere è stato un deposito di gas e carburante situato in via dei Gordiani 32, nel quartiere Prenestino, zona Sud-Est di Roma. L’esplosione ha generato il panico tra i residenti e ingenti danni agli edifici circostanti, con finestre divelte e detriti proiettati a centinaia di metri.
Il bilancio provvisorio: 29 feriti, tra cui forze dell’ordine e automobilisti
Secondo i primi dati forniti dalle autorità, i feriti sono almeno 29. Tra questi anche otto agenti della Polizia di Stato e un vigile del fuoco, ustionati ma non in pericolo di vita. Sei poliziotti appartengono al Reparto Volanti e due al commissariato di Tor Pignattara. Tra i feriti ci sono anche alcuni automobilisti rimasti coinvolti mentre si trovavano in fila presso il distributore di carburante, da cui si sarebbe originato l’incendio.
Almeno cinque persone sono state trasportate in ospedale: tre al Policlinico Umberto I (due in codice rosso, ma non in pericolo di vita) e due all’ospedale San Giovanni. Un ustionato grave è stato trasferito al Sant’Eugenio. Attivata anche l’unità di crisi dell’ospedale Sandro Pertini, dove è stata liberata la sala di emergenza per accogliere eventuali nuovi ingressi.
L’origine e la dinamica dell’esplosione
Stando alle prime testimonianze raccolte, l’incendio sarebbe scoppiato in prossimità di una colonnina di rifornimento, forse urtata accidentalmente da un veicolo in manovra. Le fiamme avrebbero preceduto due violente esplosioni ravvicinate, la seconda delle quali più intensa. L’area ospita un asilo nido e un circolo sportivo, ma non risultano al momento feriti tra i bambini.
I danni e l’intervento delle istituzioni
Numerosi edifici nella zona sono stati danneggiati: finestre esplose, tetti divelti, detriti ovunque. «Volavano pezzi di vetro e ferro», hanno raccontato i residenti, sconvolti dalla potenza dello scoppio che ha fatto tremare i palazzi. Alcuni frammenti del tetto sono stati ritrovati a oltre 300 metri di distanza.
Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco, pattuglie di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, che ha fornito supporto logistico alle ambulanze dirette agli ospedali. Il 118 ha attivato due postazioni mediche avanzate per prestare soccorso ai feriti direttamente in loco.
Reazioni istituzionali
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si è recato sul luogo dell’esplosione intorno alle 10.30. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha seguito da vicino l’evolversi della situazione, mantenendosi in contatto con Gualtieri e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. «Massima attenzione alla salute delle persone coinvolte», è il messaggio che filtra da Palazzo Chigi.
Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, ha dichiarato: «Siamo in contatto costante con le strutture competenti per monitorare le condizioni dei colleghi e seguire tutti gli sviluppi dell’incendio».
Indagini in corso
Le autorità stanno ora cercando di chiarire le cause esatte dell’esplosione, con il sospetto che l’innesco sia legato a una manovra errata presso il distributore. Intanto, la zona resta transennata e sottoposta a bonifica e verifica strutturale.
L’intera città è scossa da quanto accaduto: Roma si risveglia con una ferita profonda nel cuore di uno dei suoi quartieri più popolosi.
