Valentina Indelicato: l’artista catanese presenta “Cani e serpenti”, tra nostalgia e modernità
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Valentina Indelicato in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Cani e serpenti”, un brano che fonde sapientemente elementi sonori vintage con sfumature contemporanee. Il risultato è un’esperienza musicale intensa, che esplora sentimenti contrastanti e profondi, in cui il passato e il presente si intrecciano in modo armonioso.
L’artista catanese, con la sua sensibilità artistica, riesce a trasmettere emozioni autentiche, dando vita a una narrazione ricca di suggestioni. “Cani e serpenti” si distingue per un sound evocativo e per un’estetica che accompagna perfettamente la poetica del brano, testimoniando una continua ricerca musicale e stilistica.
Catania, città densa di cultura e contrasti, rappresenta per Valentina una fonte di ispirazione costante. La sua musica nasce dall’osservazione della realtà e dalla volontà di raccontare esperienze universali attraverso uno stile personale e riconoscibile. La scena artistica locale, con le sue dinamiche in continua evoluzione, riflette la vitalità e la complessità del contesto in cui l’artista si muove.
A livello musicale, qual è stata la scelta più inaspettata o sperimentale che avete fatto nella produzione del brano?
Il brano è un’unione di diversi aspetti, alcuni dal gusto più vintage, altri di forte attualità: una scelta particolare e significativa, che guarda al passato ma che vive del presente. Questa è una caratteristica del brano a cui sono personalmente molto legata: vedo il passato come appena la pagina precedente di un libro, parte senza cui non riusciremmo a scrivere oltre e senza la quale non è possibile comprendere il significato globale.
Se dovessi descrivere “Cani e serpenti” con tre parole, quali sceglieresti e perché?
Sceglierei queste tre parole: viola, nostalgia e ricordo.
Il colore viola è il colore che ‘vedo’ istintivamente e idealmente ascoltando il brano.
‘Nostalgia’ e ‘ricordo’ sono parole legate alla storia che il testo si propone di raccontare, vicende piene di sentimenti contrastanti, solitudine e incapacità di amare e relazionarsi.
Nel tuo percorso musicale, c’è un luogo di Catania a cui sei particolarmente legata, che ti ispira o che consideri speciale?
Catania è una città a cui sono legata perché è il mio luogo, il posto da cui posso cogliere bellezza, in cui si svolge la mia vita. Sono tanti i luoghi a cui sono affezionata, tanti quelli che custodiscono ricordi preziosi.
La città è viva di cultura e fermento artistico. Come vedi la scena musicale catanese oggi? C’è qualcosa che vorresti cambiare o valorizzare di più?
Penso che l’arte sia espressione sintomatica dei tempi, delle dinamiche che si consumano in quei precisi luoghi e in quei precisi momenti. In quest’ottica penso che la scena artistica sia da leggere esattamente per ciò che intende comunicare con i suoi vari aspetti, oltre il giudizio strettamente personale.
Nel videoclip di “Cani e serpenti” emergono atmosfere di solitudine e smarrimento. Catania, con i suoi contrasti, ha influenzato questa estetica?
Assolutamente sì. Catania rappresenta la città, la mia città, il punto da cui abbiamo voluto far partire dei messaggi. In qualità di città metropolitana, infatti, con i suoi luoghi, è espressione fervente di come nella moltitudine si possa vivere una profonda e inquieta solitudine. In qualità di città in cui vivo, rappresenta il luogo della nostra quotidianità in cui possiamo cogliere bellezza, in cui possiamo scoprire belle realtà e farne tesoro, nel tentativo di valorizzarle e custodirle con cura.
Quali sono i suoni, i colori e le atmosfere della tua città che porti sempre con te, anche nella musica?
L’accoglienza, il calore, l’intensità dei sentimenti e delle emozioni, la forza e il coraggio: credo siano questi gli aspetti con cui la mia terra mi accompagna in questo percorso bellissimo.
