Pablo Picasso, Salvador Dalì che fine hanno fatto?
Se i sogni fanno crescere i bambini, i miti, cristallizzazione dei sogni collettivi, permettono ad una società di essere quello che è.
Ma i miti bisogna saperli prima individuare e poi interpretare.
Chi sono i miti di oggi?
A guardare bene questi “ miti “ d’oggi che senza essere dei – lumi – sono dei “ scintillamenti” di breve durata, svaniscono nel nulla senza lasciare traccia di se, non sono nulla e nulla si ricorderà di essi, stereotipi ideologici e socio-politici del nostro tempo.
Ogni epoca deve sapere elaborare l’atlante del suo immaginario, per fissare dei punti di riferimento e identificare il “ re segreto “ che la governa nel profondo, al di la dei poteri apparenti.
Sono dei re di carta, durano quel tanto per guadagnare e godere un benessere personale; queste icone d’oggi avendo una irradiazione, esercitano sui ragazzi una fascinazione quasi immediata, è una decadenza lenta e inarrestabile. Siamo ormai lontani dalla mitologia dell’Illuminismo, ma il mito resta un faro che illumina il mondo per com’è.
Ricordo Ulisse, un mito, una figura eterna che ancora adesso brucia l’anima oscura del mondo!
Ricordo la “ Venere “ di Botticelli, la donna più bella nella storia dell’Arte, segue la figura di Nudo Sdraiato di Modigliani ….. ma Picasso, Salvador Dalì? Non se ne parla più, svaniti nel nulla, macerati dal famoso “ re segreto “ che fine hanno fatto?
Amo di Salvador Dalì “ La persistenza della memoria “ (in catalano: La persistència de la memòria è del 1931). Dal 1934 il dipinto si trova nella collezione di New York.
Picasso ….. il ritmo flamenco,e Salvador Dalì, entrambi meravigliosa espressione della follia della bellezza e della vita!
Picasso , una certa “ summa “ in cui confluiscono l’intera immaginazione dell’Artista e tutti i temi a lui cari: dal mondo della corrida e dei cantaores ( cantanti di flamenco), al paesaggio mediterraneo, ma non è tutto si è ispirato soprattutto a elementi prettamente spagnoli, quali la “ Celestina” e Don Chisciotte, e alla vita quotidiana della sua terra d’origine: quella presente nei ricordi di esule durante il regime di Francisco Franco.
Come sarebbe apparso agli occhi di Picasso il mondo di oggi?
Lui che è stato contemporaneamente, storia, fantasia, avventura, sogni ….. ha vissuto senza curarsi mai delle ansie o delle profonde inquietudini che spesso cercava, portandole a galla, di esorcizzare; ma piuttosto aprendosi alla percezione del mondo esterno …. fosse quello odierno, sicuramente lo avrebbe definito: folle e grottesco, stupido, ignorante.
E che proprio per questo egli – anima – con amazzoni,giocolieri, odalische e cortigiane, ballerine, cavalieri, gladiatori, maschere, ha rappresentato gli aspetti del quotidiano essere nella sopravvivenza.
Picasso non è stato soltanto il più grande del suo tempo, ma uno dei più grandi in assoluto!
Chi era Picasso?
Pablo Picasso ha denunciato attraverso la sua opera gli orrori delle guerre, delle dittature e della violenza. Mediante la sua arte ha cercato di capire se stesso, l’uomo e il mondo intorno a lui, sperimentando e cambiando il proprio punto di vista negli anni (i “periodi” di Picasso, tutti contraddistinti da differenti colori).
Instancabile sperimentatore di tecniche e di linguaggi espressivi, Pablo disegnò, dipinse e scolpì incessantemente fin da ragazzino, e nonostante abbia attraversato vari generi e correnti, la sua arte è sempre stata riconoscibile.
Vincenzo Calafiore
